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MAURIZIO SARRI

CALCIO. Sarri alza la voce: “La mia Juve non stravolge i giocatori”

La mano di Sarri sulla Juventus c’è. Magari soltanto accennata, ma c’è. E’ la convinzione del tecnico che il club ha scelto in estate per dare un nuovo gioco alla squadra che fino ad ora si è visto a intermittenza. “Questa è la Juve di Sarri – assicura – con le caratteristiche dei giocatori della Juve”. Perché farli giocare contro le loro caratteristiche “sarebbe un errore”, sostiene, chiedendo a tifosi e critica un po’ di tempo. “La maturità non si raggiunge in un tempo prestabilito. Se hai tre figli, non puoi pretendere che diventino adulti e maturi alla stessa età…”. Come dire che ogni squadra, Juventus compresa, ha una sua fisionomia. E per trovarla serve “continuità nei ruoli chiave”. Ecco perché anche contro il Verona, domani all’Allianz Stadium, di turnover se ne dovrebbe vedere poco. “Valuterò dopo l’allenamento, per capire se c’è qualche giocatore affaticato. In Italia, comunque avete la fissa del turnover… In Inghilterra le squadre giocano 7-8 partite in più, eppure si gioca in 14 – osserva -. Qui è impensabile, forse per la pressione che porta via energie mentali più che fisiche. La squadra ora deve trovare una organizzazione forte e in questa fase iniziale si trova solo con continuità. Poi se ne vedo tre affaticati ne cambio tre, se ne vedo quattro ne cambio quattro, perché non dobbiamo farci condizionare nemmeno dal lato opposto. Vediamo…”. Non anticipa nulla della formazione, mister Sarri, neppure sulla possibilità che in porta si riveda Buffon a due anni dall’addio ai bianconeri proprio contro il Verona. “Preferisco dirlo prima ai giocatori, è una questione di rispetto”, dice soffermandosi sulle difficoltà incontrate sui calci piazzati. “Preferisco aggiustare le cose piuttosto che buttarle. É un difetto di aggressività e di attenzione – dice a proposito dei gol subiti su palla inattiva -, che avremmo anche pagato difendendo a uomo”. Tra le possibili novità in campo c’è Paulo Dybala, finora ai margini del progetto. “Il ragazzo è arrivato ad agosto inoltrato, non è al top della condizione, ma è sicuramente in grado di giocare – rileva – altrimenti non l’avrei fatto entrare in un momento decisivo della partita di Madrid”. L’altro indiziato per una maglia da titolare è Bentancur, che potrebbe rilevare l’acciaccato Pjanic, mentre slitta ancora l’esordio da titolare per Ramsey e Rabiot. “Hanno fatto passi avanti, in questo ciclo di partite ci sarà spazio per entrambi – fa notare -. Arrivano da campionati diversi, non parlano l’italiano. Anche Platini ci ha messo tempo ad adattarsi alla Juve”. L’unica certezza resta Cristiano Ronaldo. “A Madrid ha giocato un numero di palloni nettamente superiore rispetto alla media dell’anno scorso. Da lui ci aspettiamo molto, e quando fa una partita buona sembra non abbia fatto nulla di eccezionale – conclude -. Ci è andato vicino al 94′, ma per sfortuna la palla è finita fuori”

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