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Calcio. Promozione. Amarezza La Chivasso: i biancorossi retrocedono

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etrocessione. Una parola che nessuno a Chivasso avrebbe voluto pronunciare di nuovo. Soprattutto nell’anno del centenario. Ma il mesto ritorno in Prima Categoria purtroppo è diventato realtà dopo una stagione disastrosa nella prima parte, speranzosa e illusoria nel girone di ritorno grazie alla forza di un gruppo che ha saputo sopperire a tante difficoltà. La trasferta di Novara era l’ultima occasione per agguantare un posto nei playout. E la squadra di Paolo Scirè (che nella serata di domenica ha rassegnato le dimissioni) ci era arrivata con le scorie positive del bel successo sul Piedimulera che aveva regalato motivazione e fiducia all’ambiente biancorosso. Purtroppo  nei 90’ più importanti della stagione la grinta e la bava alla bocca che servono in partite come queste sono venute a mancare. Il solo Marco Ignazzi ha provato a tenere in piedi una causa che ha subito il primo colpo alla mezzora con il tocco sotto misura di Mattioni su spizzata di Iaria. Nella ripresa non arriva la reazione che tutti si attendono e lo Sparta Novara dilaga. Ignazzi para anche un calcio di rigore a Zanotti che si rifà con gli interessi spedendo in fondo al sacco il tap-in del 2-0. Nell’ultima mezzora non c’è più storia con Ignazzi che rinvia più volte il 3-0 siglato da Asole in pieno recupero. Amarezza e delusione si mischiano in casa chivassese: un gruppo giovane che ha tenuto duro e ha provato con tutte le forze di risollevarsi dopo un’andata da incubo. Ma se la squadra e lo staff tecnico hanno poco di che recriminare per aver dato tutto in un situazione non certo semplice, la società ha parecchie colpe. Dopo la salvezza della passata annata e l’addio al gruppo di lavoro guidato dal direttore sportivo Michele Gricone e dal tecnico Alessandro Giraulo che avevano tenuto in piedi una baracca traballante con grande spirito di sacrificio, questa volta gli errori del presidente Giampiero Pitzalis non hanno trovato nessuno in grado di tamponarli. Fumo a volontà e dell’arrosto nemmeno l’odore. Fare calcio non è semplice, soprattutto in una piazza da sempre complicata come Chivasso, ma in pochi anni Pitzalis ne ha già combinate più di Bertoldo. Ha fatto “sparire” una società storia come il Montegiove (cambiando prima la denominazione in Atletico Chivasso per poi venderne la matricola alla Pianese di Libero Tubino) con una gestione a dir poco scellerata. Poi si è presentato in pompa magna all’Ettore Pastore subentrando alla famiglia Ozimo (che era riuscita a ripianare i debiti delle precedenti gestioni) con proclami da trionfatore crollati miseramente sotto i colpi della realtà dei fatti. Una realtà che dice che dopo soli due anni La Chivasso torna in Prima Categoria e festeggia il centenario nella peggior maniera possibile con un futuro che oltre ad essere tutto da riscrivere è pericolosamente in bilico.

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Blogger: Roberto Vannicola

Roberto Vannicola
Cinque, Cinque, Cinque

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