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Diego Armando Maradona
Diego Armando Maradona

CALCIO. Maradona con Koulibaly, ricordo cori contro mio Napoli

Tiene ancora banco il tema del razzismo negli stadi, fra proposte di soluzione del problema e polemiche che non accennano a placarsi, anzi sembrano rinfocolarsi. Dall’Argentina si è fatto vivo Diego Maradona per ricordare che i suoi 7 anni al Napoli furono punteggiati da “cori razzisti e striscioni di ‘benvenuti in Italia’”; perciò – dice Maradona, postando una foto della maglia n. 26 di Koulibaly – “oggi mi sento ancora più napoletano e voglio essere vicino al difensore del Napoli; spero che questo episodio segni un punto di svolta nella lotta al razzismo”.
Da stamattina intanto sul web corre la protesta dei sostenitori del Torino ma soprattutto dell’Inter, a commento di un video dal quale emergerebbero dei buu indirizzati ieri all’Olimpico al centrocampista granata Soalilho Meitè. In occasione della espulsione di Meitè dalla curva nord laziale si sarebbero infatti levati cori simili a quelli rivolti a Koulibaly a San Siro, sommersi però dal frastuono dello stadio.
Nessuno li avrebbe fatti notare. Un silenzio che i tifosi di Torino e Inter non sembrano avere gradito. E sui social un tifoso interista scrive che “in Italia il razzismo si combatte a giorni alterni. Ieri eravamo tutti Koulibaly, perché oggi non siamo tutti Meitè?” mentre un supporter granata ha postato una domanda al presidente della federcalcio Gravina, per sapere se “gli ululati a Meitè sono concessi? Così, per sapere…”. In risposta, sempre sui social, c’e’ anche chi presente allo stadio replica: “Non siate ridicoli, tanti fischi ma nessun razzismo”.
Intanto il ministro dell’interno Matteo Salvini in una lettera alla Gazzetta dello sport ha rilanciato la sua idea di “tolleranza zero con i delinquenti”, dicendosi “contrario alla chiusura degli stadi e al blocco delle trasferte”, perchè finirebbero per punire solo i tifosi corretti” Per Salvini “bisogna parlare con i tifosi” perchè “i violenti sono una minoranza”, e non appartengono certamente solo a una città o a una tifoseria. E quanto ai cori, Salvini apre un ulteriore tema di discussione, domandando: “qual è il confine tra un insulto razzista e un insulto e basta ?”.

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