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CALCIO. Lotito, Inzaghi alla Juve? Conta il presidente…

“Inzaghi piace alla Juve? Nel calcio si trovano i giocatori, gli allenatori, ma non i presidenti. La cosa più importante è avere un presidente-tifoso e non un tifoso-presidente, altrimenti si rischia quanto successo finora in tante squadre”. Lo ha dichiarato il presidente della Lazio Claudio Lotito a margine di un evento nella sede Rai di Roma.
“Noi abbiamo la capacità di portare alla ribalta le persone grazie al lavoro di tutti – ha sottolineato Lotito – Inzaghi è una mia invenzione, l’ho portato nelle giovanili e ora sta dando i suoi frutti. Voi avete la capacità di attribuire il merito solo a una persona, ma non esistono maghi. Io riesco a fare le cose perché c’è un gruppo di lavoro: il direttore sportivo (Igli Tare, ndr), per esempio, si è rivelato una delle persone più efficienti e capaci, come avevo previsto. Il futuro di Inzaghi? Per ora ha un contratto con la Lazio, poi si vedrà”.
“Noi non dimentichiamo che la Lazio è un patrimonio di tutti – ha aggiunto il patron biancoceleste – Ringrazio la curva, che ha preso coscienza dell’operato di questa gestione. Io devo coltivare sentimenti comuni, preservarli e tramandarli, e questo sto cercando di fare. Il tifoso della Lazio deve essere paziente e fiducioso nell’operato della società, che viene amministrata con la logica del capo famiglia: spendere quanto si può spendere, cercare di incrementare le risorse. Niente sperperi, solo investimenti: è la logica della formica, che crea una casa basata sul cemento armato”.
Il presidente biancazzurro, tra l’altro, ha oggi partecipato alla presentazione della Rome Half Marathon, presente anche il sindaco di Roma, Virginia Raggi e con l’occasione il portavoce della Lazio, Arturo Diaconale, ha fatto sapere che il club donerà presto al figlio del primo cittadino, che è tifoso laziale, la maglia biancazzurra. “Nei mesi passati avevamo detto alla sindaca che volevamo donargliela – ha detto Diaconale – Questo non è mai avvenuto perché volevamo farlo in maniera informale e non pubblicizzarla, perché è un gesto di amicizia.
Ora abbiamo parlato e le abbiamo chiesto quando avesse intenzione di incontrarci per dare la maglia a suo figlio. E lei ha risposto: ‘verremo a vedere un allenamento perché il bambino ha i suoi giocatori preferiti e il presidente le ha detto che gli allenamenti sono aperti a tutti, non serve un invito ufficiale”.

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