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La nazionale femminile di calcio

CALCIO. L’Italia femminile arriva ai quarti e scrive la storia

E si va ai quarti, il record delle azzurre al mondiale del 1991 è eguagliato e il regalo che Milena Bertolini chiedeva le è stato recapitato dalle sue ragazze. Una corsa tutte insieme verso la panchina, al secondo gol che ha chiuso la partita contro le cinesi combattive ma deludenti, è l’immagine che più descrive questa nazionale che sta entusiasmando ormai non soltanto gli italiani. Grandi individualità e un bel gioco d’insieme, una compattezza straordinaria e la voglia di stupire ancora. Ma soprattutto il sorriso: è una nazionale che sprizza gioia di giocare a pallone, che ride e sorride anche in campo e non soltanto quando va a ballare la macarena sotto alle tribune per fare festa. E’ la nazionale del sorriso contagioso di Milena, la ct che ha plasmato la creatura azzurra. L’ha vista crescere fra le sue mani e sa che adesso non vuole più fermarsi. Da Montpellier si torna al nord, a Valenciennes, per giocarsi sabato un quarto di finale bollente, e non soltanto perché nel giorno di maggior afa prevista si scenderà in campo alle 15. La Cina è stata favorita soltanto sulla carta. Già dai primi minuti la superiorità tecnica italiana ha avuto la meglio sulla fisicità delle cinesi. Ogni volta che le attaccanti azzurre partivano in contropiede spaventavano le avversarie e davano l’impressione di poter segnare, soprattutto con l’ispiratissima Giacinti. In difesa, la pressione della Cina è stata controllata senza affanni da una difesa guidata magistralmente da Elisa Bartoli, oggi insuperabile, da Sara Gama e da Elena Linari stasera più volte provvidenziale. La pennellata d’autore l’ha data la ct, togliendo la Girelli nel primo tempo e sostituendola con la Galli, piede vellutato e una botta da lontano che ha chiuso la partita. A portare avanti l’Italia, dopo un quarto d’ora, ci ha pensato Valentina Giacinti, stasera la migliore e la più intraprendente, che già al 9′ si era vista annullare un gol per fuorigioco su lancio della Girelli dalla trequarti. E’ lei a sfuggire alla Liu Shanshan sulla destra, poi a servire la Bonansea al limite dell’area, che vede accorrere Elisa Bartoli sulla sinistra e la serve. La romanista allunga (si fa anche male in uno scontro) ma riesce a servire la Giacinti che, di sinistro, batte il portiere cinese Peng. E’ un vantaggio meritato, che sveglia le ragazze di Jia Xiuquan, che per tutto il resto del primo tempo martelleranno l’area azzurra. La difesa, però, non commette disattenzioni, i tentativi della temutissima Wang Shuang non arrivano mai a impensierire la Giuliani. A mantenere viva la speranza delle Rose d’acciaio è soprattutto la grande combattività. Il raddoppio, logico perché la Cina nonostante l’ingresso della centravanti Li Yang cala ritmo e intensità nella ripresa, è di Aurora Galli: ricevuta la palla dalla Guagni, fa partire un destro da 30 metri sul quale il portiere Peng si allunga un po’ in ritardo alla sua destra. Le azzurre corrono tutte insieme verso Milena Bertolini, il regalo che la ct chiedeva ieri per il suo compleanno è confezionato, la nazionale torna fra le prime 8 del mondo. E non vuole fermarsi.

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