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Il presidente della Lega di serie B Mauro Balata

CALCIO. Lega B: discussione accesa, ma niente sfiducia a Balata

Una discussione forte, accesa, ma nessuna sfiducia a Mauro Balata. Fallisce il ribaltone che alcuni club – vicini alla Salernitana di Claudio Lotito – avrebbero voluto infliggere al numero uno della Lega B, anche perché non sarebbero stati raggiunti i numeri necessari (i due terzi dell’assemblea) per la sfiducia. Resta un po’ di tensione, serve tempo per una riflessione politica rispetto al Consiglio e per questo l’assemblea rimane aperta, ma a meno di clamorosi colpi di scena, il presidente resterà Balata. “C’è stata una discussione serena ma molto profonda – racconta Balata al termine dell’assemblea – ci rivedremo il primo agosto. Serve una riflessione politica sulla nomina di almeno tre consiglieri. Vogliamo dare stabilità e credibilità ma politicamente siamo cambiati del 40%, tre consiglieri non ci sono più e sono emersi altri problemi. Dobbiamo analizzare tutto con serenità, senza guerre uno contro l’altro”. Tre i consiglieri che hanno dato l’addio: Francesca Pellegrini, il presidente del Benevento Oreste Vigorito e Stefano Bonacini del Carpi. Alcuni club sarebbero propensi all’azzeramento del Consiglio direttivo, altri preferirebbero limitarsi ad integrare i consiglieri uscenti. L’assemblea si è poi compattata nel discutere alcuni punti all’ordine del giorno tra cui le quattro date dei turni infrasettimanali il 4 settembre, 29 ottobre, 3 marzo e 21 aprile. Mentre non è stata approvata la proposta di modifica dei playoff che prevedeva, in virtù della diminuzione del numero delle squadre partecipanti, di ridurre a 10 punti il distacco tra terza e quarta in classifica per la non disputa dei playoff, distacco che resta invece a 14 punti. L’assemblea resta poi aperta per perseguire un obiettivo primario per le società di Lega B. “Pacta sunt servanda, i patti devono essere onorati. La Serie A – spiega Balata – deve rispettare gli accordi di separazione del 2009. Ad oggi Lega B percepisce il 6% delle risorse di sistema. L’accordo prevedeva il 7.5%. E’ qualcosa di iniquo, non corretto e ingiusto. Mi hanno dato pieno mandato e ho chiesto alla Federazione di farsi parte diligente”. Una cifra che si aggira intorno ai 17 milioni di euro all’anno.

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