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CALCIO. La prima volta della Pro Settimo&Eureka non si scorda mai

La strepitosa cavalcata vincente della passata stagione è ormai soltanto un bellissimo ricordo. Trionfi e successi di quella che, indubbiamente, va annoverata tra le annate più belle dell’intera storia biancocerchiata, da questa mattina sono cristallizzati nel libro dei ricordi più belli. Quelli che si espongono in bella mostra nelle bacheche e restano per sempre nel cuore. Quelli che danno l’idea dello spessore e della storia di una società. Quelli che, per quanto grandi e importanti, il calcio riesce comunque a bruciare con disarmante celerità.
Una bellissima parentesi si è dunque chiusa definitivamente, per lasciare spazio a una nuova ed entusiasmante avventura.
La Pro Settimo&Eureka ha infatti aperto ufficialmente le danze in vista della sua seconda volta in serie D. Una sfida che la dirigenza di via Cascina Nuova affronterà cavalcando l’onda lunga del progetto che prese forma nell’estate del 2010, nei giorni immediatamente successivi all’amarissima – e per certi versi inaspettata – retrocessione dal massimo palcoscenico dilettantistico nazionale. In una torrida domenica di giugno, la Pro perse la categoria al termine di uno sfortunato playout contro il Rivoli. Un vero e proprio fulmine a ciel sereno, piombato sulle teste dei settimesi al termine di una stagione di stenti, tensioni e affanni, caratterizzata dalla staffetta in panchina tra Riccardo Milani e Fabrizio Daidola e dalla clamorosa retromarcia finale che, con Milani tornato in extremis al timone del gruppo, non servì a raddrizzare un campionato nato male e finito peggio. Una squadra che dopo il brillante esordio in D si candidava addirittura ad un ruolo da protagonista in ottica playoff, finì dunque col perdersi come cenere al vento e ripiombò clamorosamente in Eccellenza. Quello che sembrava un trampolino di lancio verso lidi ben più blasonati, si trasformò in una trappola senza scampo, in un tonfo clamoroso dal quale, però, i vertici dirigenziali trassero lezioni importanti. Gli errori di quella gestione portarono infatti la società a serie e attente riflessioni. Le rotte da seguire, non solo in termini prettamente sportivi, furono drasticamente ridisegnate. I progetti vennero radicalmente ricalibrati. Con umiltà, passione e soprattutto idee. La famiglia Pollastrini, il vice presidente Olivieri, il nuovo ds Cicciù e tutti i nomi storici del sodalizio, fecero quadrato attorno a un piano quinquennale ben strutturato, sostenibile e fondato sulla politica dei piccoli passi. E come l’araba fenice la Pro risorse. Senza alcuna fretta cominciò a mettere in fila successi, trofei, consensi ed esperienza. Crebbe, maturò e divenne molto più solida e forte anche grazie a quella cocente delusione. Fino ad arrivare, lo scorso maggio, a vincere il suo primo campionato di Eccellenza, nonostante una concorrenza affamata e stracarica di risorse. Su queste basi, decisamente solide, poggia dunque la seconda avventura in serie D, nella speranza che la lezione imparata nel corso della prima possa continuare a servire da monito per evitare di ripetere gli errori del passato e alimentare un percorso di crescita che tutti i tifosi settimesi auspicano possa arrivare, un giorno nemmeno troppo lontano, ad abbracciare quel sogno chiamato professionismo.

Pro Settimo&Eureka
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Blogger: Glauco Malino

Glauco Malino
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