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MAURIZIO SARRI

CALCIO. Juve, Sarri non brilla. Con l’Atletico per dimenticare Firenze

La Champions League come medicina dei mali che affliggono la Juventus, l’Atletico Madrid per dimenticare le difficoltà di Firenze. Lo 0-0 del Franchi costringe i bianconeri, che abbandonano la testa della serie A dopo 560 giorni consecutivi, a tuffarsi con qualche grattacapo di troppo nella competizione europea. In Toscana il bel gioco visto nella prima ora contro il Napoli non c’è stato. Ed anche la condizione fisica dei giocatori preoccupa, con Douglas Costa e (forse) Pjanic ad aggiungersi alla già lunga lista degli indisponibili. I due giocatori saranno sottoposti domani a degli esami ma, se per il centrocampista serbo trapela ottimismo, il brasiliano rischia un mese di stop. Un bel problema per Maurizio Sarri, chiamato a trovare in pochi giorni le mosse giuste per affrontare un avversario ostico nel suo stadio. Il 2-0 subito lo scorso anno, ribaltato poi nel ritorno all’Allianz Stadium, lo dimostra. Ed anche se la squadra di Simeone ha cambiato alcuni interpreti, c’è da stare più che attenti. Sarri, a caccia della sua prima vittoria in una partita ufficiale sulla panchina della Juventus dopo esser stato costretto a saltare le prime due dalla polmonite, lo sa bene. Al Wanda Metropolitano, mercoledì sera, servirà un altro passo, un’altra Juventus e, magari, il vecchio Dybala. Contro i viola, la ‘Joya’ è rimasta seduta per tutti i 90′, scavalcato nelle gerarchie anche da Bernardeschi. Ma con Mandzukic ormai prossimo all’addio, tentato come la dirigenza bianconera dai dollari del campionato qatariota, e Douglas Costa probabilmente out, Sarri potrebbe affidarsi proprio all’argentino in panchina al Franchi, le gambe incrociate di chi sapeva non avrebbe giocato. Attenzione, però, a trasformare le difficoltà della Juve in una condanna prematura. La rosa, “meno tecnica ma più fisica di altre che ho allenato” per ammissione dello stesso Sarri, ha bisogno di tempo per raggiungere la miglior condizione atletica, premessa indispensabile per il gioco dell’ex Chelsea. In Champions League, con la rosa ridotta dagli infortuni e dall’esclusione dalla lista Uefa di Emre Can e Mandzukic, la “mentalità feroce” che ha portato la Juve a vincere otto scudetti consecutivi, e che tanto ha impressionato Sarri, potrebbe essere l’arma giusta per superare le difficoltà e ritrovare il giusto passo.

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