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CALCIO. Ecco la Juventus targata Sarri, CR7-Dybala al centro

Staccarsi di dosso l’etichetta di integralista non sarà un problema per Maurizio Sarri. Il suo passato lo testimonia, il tecnico della Juventus ha abbracciato diversi moduli nella sua carriera, adattandosi al parco giocatori a disposizione. “Non si parte dal modulo, si deve capire quali giocatori sono adatti, conoscerli, parlare con loro e intorno ai giocatori più qualitativi costruire il modulo”, è la strategia annunciata dal bianconero. Ecco perché già nelle prossime ore il nuovo allenatore bianconero volerà alla volta della Grecia, per incontrare Cristiano Ronaldo, punto fermo del suo progetto insieme a Paulo Dybala. “Voglio parlare con due o tre giocatori per condividere – spiega -. Nelle imposizioni ci credevo 20-30 anni fa, ora l’età mi insegna che bisogna andare a condividere”. “I giocatori che possono cambiarci la storia sono quelli offensivi – è la convinzione di Sarri -. Abbiamo bisogno di grandi giocatori, sta a noi organizzarli per rendere al meglio”. Una struttura solida per reggere il potenziale offensivo bianconero: “Negli ultimi 30 metri bisognerà partire dai talentuosi, da Ronaldo, Dybala e Douglas Costa”. Una certezza, rappresentata dal cinque volte Pallone d’oro, ma anche due talenti da rilanciare come l’argentino e soprattutto il brasiliano: “Douglas Costa è un potenziale top player, ancora non esploso con continuità. Bisogna partire da questi giocatori di grande talento e vedere cosa costruirgli intorno”. Nessuna preclusione su moduli e uomini, anche se pare difficile poter rivedere di nuovo insieme Sarri e Higuain: “Voglio bene al Pipita, lo sapete, dipenderà da lui. Allenare Ronaldo? Credo sia un escalation anche sotto questo punto di vista, si va al top mondiale. Un ragazzo che detiene quasi tutti i record che si possono avere nel calcio mondiale, mi piacerebbe fargliene battere qualcun altro”. Saranno al centro del progetto tattico di Sarri anche Pjanic, nonostante le voci di mercato che lo volevano altrove, e Bernardeschi: il primo sostituto naturale del fedele Jorginho, il secondo uno dei talenti italiani maggiormente apprezzati dal tecnico. “Per me Bernardeschi deve specializzarsi, deve giocare con continuità in un solo ruolo. Pjanic vorrei vederlo toccare 150 palloni a partita”.

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