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CALCIO. Bomber Alfano: una macchina da oltre 160 gol in Canavese

CALCIO. Bomber Alfano: una macchina da oltre 160 gol in Canavese

Più di 160 gol in carriera sono un gran bel biglietto da visita. Filippo Alfano, classe 1990, ha fatto le fortune di tante squadre del Canavese grazie alla sua prepotenza fisica. Un bomber vecchio stampo che battaglia ogni domenica con tutti gli avversari che si trova davanti. L’attaccante varesino dopo aver fatto la trafila nel settore giovanile di Pro Patria e Varese è sbarcato in Canavese per motivi lavorativi e la sua prima maglia è stata quella della Berretti dell’Ivrea. Dopo il fallimento della società orange ha indossato le maglie di Rivarolese, Agliè, Bollengo, Colleretto, Vallorco, Bosconerese, Montanaro e nel dicembre 2018 il ritorno a Colleretto.

Tante maglie e gol a grappoli.

Sono un attaccante e vivo per il gol. E’ una sensazione fantastica. Ho vissuto delle ottime annate, la migliore a livello numerico sicuramente a Vallorco dove ho timbrato il cartellino 24 volte. Il calcio mi ha regalato tante amicizie. Ho ritrovato nel tempo alcuni dei compagni della mia esperienza alla Berretti dell’Ivrea, uno fra tutti Giacomo Peirano con cui gioco tuttora a Colleretto.

L’allenatore a cui sei più legato.

Di quelli del passato dico Enrico Di Bernardo, Efisio Cocco e Stefano Massari sono quelli che mi hanno lasciato i ricordi migliori. Poi nella lista c’è sicuramente Massimo Maggio, l’attuale tecnico del Colleretto con cui stiamo costruendo qualcosa di importante.

Se dovessi scegliere un compagno tra quelli che hai avuto che vorresti sempre in squadra con te.

Luca Gaudino. Ci conosciamo da tanti anni e siamo diventati ottimi amici. Un altro è Alex Naretto, un grande attaccante con cui ho giocato a Rivarolo, Bollengo e Colleretto e mi sono trovato molto bene in campo.

Il gol più bello che hai realizzato.

Segnare in rovesciata credo che sia il sogno di ogni attaccante. Io ci sono riuscito nel 2013 nella mia prima esperienza al Colleretto Pedanea: giocavamo contro il Verres e a metà secondo tempo è arrivata una palla in area e d’istinto mi sono coordinato e ho eseguito una rovesciata spettacolare. Tra l’altro è un gol ci ha permesso di ottenere un’importante vittoria. Meglio di così non si può chiedere.

La partita più bella che hai giocato.

Ne cito una recente. La sfida con il Gassinosanraffale della passata stagione. Una partita all’inglese giocata sotto una fitta pioggia e su un campo pesante. Un campo da battaglia. Abbiamo vinto 2-0 giocando alla grande e ho anche segnato. Sono queste le partite che mi piacciono. 

La partita che vorresti rigiocare.

Rigiocherei tutta la vita il secondo turno di playoff della stagione 2013/2014. Nel primo turno alla domenica avevamo battuto il PVF 4-2, poi al mercoledì siamo andati a giocare in casa del Real Sarre che aveva saltato il primo turno ed era più fresco di noi e ci ha superato 4-3. Dopo appena venti secondi eravamo già sotto 1-0. Un peccato, perché a mio giudizio eravamo più forti di loro. Mi è rimasta sullo stomaco anche un playoff nella stagione giocata con la Rivarolese: era il 2010 e dopo un campionato combattuto fino all’ultima giornata vinto poi dal Caselle ci siamo ritrovati al primo turno degli spareggi contro la Virtus Saluggese, una buonissima squadra. Siamo passati in vantaggio per primi, poi ci siamo fatti rimontare e superare. Quella Rivarolese era davvero forte e meritavamo decisamente di più.

C’è qualche difensore che ti ha fatto soffrire più degli altri.

Nessuno in particolare. Ne ho incontrati parecchi molto validi con i quali ho fatto la “guerra” sportivamente parlando, ma ho lottato alla pari con tutti.

E’ domenica di campionato. Suona la sveglia. Qual’è il tuo primo pensiero.

Entro in modalità partita già al sabato sera. Penso a come possa andare, ma sono sempre positivo. La domenica mi sveglio carico convinto di vincere sempre anche con qualche mio gol.

E la domenica senza calcio, come la vive bomber Alfano.

E’ una brutta roba. La partita è la cosa che mi manca di più. Allenarsi a casa per conto proprio non è certo la stessa cosa. Purtroppo questa è una stagione particolare sotto tutti i punti di vista. Credo che fino a marzo non torneremo a giocare, poi sarà un po’ tutto un rebus concludere la stagione: tutto dipenderà dalla condizione fisica. Speriamo di farci trovare pronti quando si potrà riallacciare gli scarpini. Lo scorso anno avevamo iniziato a viaggiare a mille e poi hanno sospeso tutto. Quest’anno non ci possiamo nascondere. La nostra rosa è tra le più competitive del campionato e possiamo toglierci delle grandi soddisfazioni. Il nostro direttore sportivo Willy Paonessa a livello mentale ci dà una grinta pazzesca. Anche quando facciamo bene lui trova sempre qualcosa da limare e da migliorare. Lavorare con lui è un piacere”.

 

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Blogger: Roberto Vannicola

Roberto Vannicola
Cinque, Cinque, Cinque

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