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Massimiliano Allegri

CALCIO. Allegri: “Ad Agnelli ho detto che resto alla Juve”

“Al presidente l’ho detto prima dell’Ajax: io resto”. Massimiliano Allegri prova a spazzare via le indiscrezioni sul suo addio alla Juventus. E, alla vigilia della trasferta contro la Roma, cancella con un colpo di spugna tutti i dubbi degli ultimi giorni. “Ho le idee chiare da sei mesi, in settimana ci vedremo e parleremo di tutto”, rivela senza incertezze, facendosi forte delle vittorie di questi cinque anni. “Chissà se non riuscivo a portare a casa qualche trofeo – osserva l’allenatore – mi avrebbero bruciato. Ma fa parte del gioco…”.
Il tecnico prova a parlare d’altro. “Il futuro? Abbiamo recuperato Alex Sandro, Bentancur, Dybala, Emre Can”, dice senza riuscire però nell’intento di distogliere l’attenzione dei giornalisti dal suo futuro. “Ormai sono abituato e mi diverto.
Al Milan dovevano mandarmi via e dicevano che al posto mio doveva arrivare Guardiola. Già il fatto che c’è solo un nome vuol dire che sono abbastanza quotato. Poi voi giustamente – aggiunge sempre rivolto ai giornalisti – la infiocchettate e la aggiustate”. Con un clamore quest’anno superiore al passato, “perché siamo stati eliminati ai quarti                 della Champions – prova a darsi una spiegazione – Forse qualcuno pensava di giocarla come il torneo che giocavo in                 estate al bar di Livorno…”.
Laddove i depistaggi non funzionano, Allegri sfodera tutta la sua ironia, ma quando si parla del suo rapporto con la Juve torna serio. “Col presidente Agnelli c’è stima reciproca e sincerità, come con tutto gli altri componenti della società, da Paratici a Nedved fino a Marotta, finché c’è stato – sottolinea – Per arrivare a ottenere grandi risultati la società è la cosa più importante, senza difficilmente arrivi a grandi risultati.
Puoi avere grandi allenatori, grandi giocatori, ma se non c’è la società…”. Le critiche piovutegli addosso per il gioco della squadra non gli hanno certo fatto piacere e forse un po’ di ingratitudine l’ha percepita. “Io devo la mia gratitudine al presidente Agnelli, alla società e a quelli che lavrano con me per il lavoro svolto, che in questi cinque anni è stato buono e sono molto contento”.
Chissà se Allegri lo sarà anche tra qualche giorno, dopo l’incontro con Agnelli; e chissà se le idee del tecnico saranno le stesse del presidente. “Io ho le idee chiare, ma da sei mesi.
Non vi posso dire quali siano queste idee, prima ne parlo col presidente, poi ci sarà da pensare alle robe tecniche” in                 merito ad una squadra che comincia ad invecchiare e che deve essere quindi rinnovata per continuare a vincere, aggiungendo magari il tassello dell’Europa che ormai manca davvero da troppo tempo.
“La Juve ha sicuramente giocatori un po’ avanti con l’età, ma ci sono anche giovani che possono migliorare: Dybala, Bentancur, Emre Can, Bernardeschi. Anche Alex Sandro non è anziano, lo stesso De Sciglio è un ’92, Douglas ha 29 anni. La squadra è miscelata bene e la costruzione della squadra nel mischiare le età è stata fatta bene. Valuteremo con Nedved e Paratici dove c’è da migliorare…”.

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