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CAFASSE. Donna di 45 anni muore in un frontale

Da anni è stata ribattezzata “la strada della morte e della paura”. La provinciale “1” è un rettilineo che da Venaria conduce ai piedi delle Valli di Lanzo e che tante polemiche ha suscitato in passato per l’assenza di sicurezza.

E venerdì sera, attorno alle 20, nel tratto che conduce all’area attrezzata di Cafasse ha perso la vita Barbara Manarini, 45enne di Monasterolo di Cafasse. La donna è deceduta a seguito di un frontale anche se la dinamica e le cause di questa tragedia sono ancora oggi un mistero su cui dovranno fare luce gli agenti della polstrada assieme ai colleghi carabinieri del nucleo radiomobile di Venaria.

Stante la ricostruzione fornita da alcuni testimoni, la 45enne si trovava alla guida di una Panda e si stava dirigendo verso Torino quando ha invaso l’altra corsia di marcia ed è entrata in collisione – forse a seguito di un malore, o forse per la perdita di aderenza a seguito dell’asfalto reso viscido dalla pioggia – con una Peugeot 307 che stava viaggiando in senso opposto e a bordo della quale vi era una famiglia, composta da marito, moglie ed un figlio, tutti e tre residenti a Rivoli e diretti a Lanzo per passare una serata in compagnia di alcuni amici.

Subito dopo l’impatto, la Panda della Manarini è finita in una scarpata. Sin dai primi istanti, si è capito che per lei la situazione era davvero critica, essendo rimasta schiacciata in mezzo alle lamiere della sua stessa auto.

Nonostante il tempestivo arrivo sul posto dell’equipe del “118”, per la donna non c’è stato nulla da fare, con i medici che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso per un politrauma. Nel volgere di pochi minuti, diverse ambulanze – sia della Croce Rossa, sia della Croce Verde – sono giunte per prestare i soccorsi ai feriti. Con loro anche i pompieri di Lanzo per estrarre la donna dal veicolo. I tre occupanti della Peugeot sono stati stabilizzati e trasportati in ospedale a Cirié: le loro condizioni di salute non destano particolari preoccupazioni. Hanno subito ecchimosi e qualche frattura, ma non sono in pericolo di vita.

Al fine di permettere i soccorsi, la “Direttissima” è stata chiusa al traffico in ambo le direzioni di marcia per quasi tre ore. Il normale traffico veicolare è ripreso solamente attorno alle 23.

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