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BUTTIGLIERA ALTA. “Festeggiare il compleanno nei giorni del Coronavirus”. Lo spirito di ReItalia Franchising

“Festeggiare il compleanno nei giorni del Coronavirus”, lo spirito di ReItalia Franchising. Eccolo lì. Orgoglioso e fiero.
Il modo in cui affrontiamo le nostre difficoltà ci offre l’opportunità di manifestare a noi stessi e agli altri il nostro vero valore.
In casa ReItalia Franchising lo sanno bene un po’ tutti quanti. L’hanno imparato negli anni soci, collaboratori, dipendenti.
La difficoltà di oggi è nuova, rispetto alle salite che nel tempo si sono presentate al grande network dei serramenti che ha la casa madre a Buttigliera Alta, a pochi chilometri da Torino.
Viviamo un momento di incertezza, tutti quanti noi.
Un momento in cui siamo chiamati a fare, dare, qualcosa in più. Qualcosa di migliore. Qualcosa che fortifichi il nostro presente e rinsaldi la nostra fede verso il futuro.
Oggi, martedì 10 marzo, la famiglia ReItalia ha dato l’ennesima prova di quanto si possa essere uniti, forti, pieni di coraggio e speranza anche se si è fisicamente lontani perché questo impongono le direttive ministeriali per contrastare il diffondersi del Coronavirus.
Da Buttigliera Alta a Monza, da Cuneo a Rivoli, passando per Torino e Nichelino, un abbraccio “virtuale” e un pensiero sincero, vero, reale, sono arrivati a Maurizio Giannone che oggi ha tagliato il traguardo dei cinquant’anni.
Un uomo di valore e saldi principi, un leader appassionato e uno dei primi a credere nella nuova avventura del franchising.
Avrebbe dovuto essere una grande festa, ma le contingenze del coronavirus hanno fatto sì che restasse un semplice brindisi tra i colleghi presenti sul posto di lavoro alla casa madre.
L’occasione è stata comunque buona per consegnarli il meraviglioso regalo che gli ha fatto la sua “family”: una nuova Lancia Y bianca scintillante, griffata ReItalia Franchising sulle livree e, soprattutto, personalizzata con la scritta “Maury 50” sul lato sinistro.
Un regalo, un gesto, un riconoscimento, per ricordarci che il meglio deve ancora venire. Anche a cinquant’anni. Anche dopo giornate come le ultime.
Perché nelle difficoltà, ricordiamocelo bene, non si deve perdere il nostro valore più grande: l’umanità.

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