Home / BLOG / BUROLO. Santa Maria Maddalena

BUROLO. Santa Maria Maddalena

Continua la rassegna di edifici canavesani storicamente o artisticamente di pregio che ci sta conducendo a scoprire le bellezze del nostro territorio; questa settimana facciamo tappa a Burolo, nella chiesa romanica di Santa Maria Maddalena.

Considerato tra i primi edifici di culto cristiani del Canavese, il complesso attualmente visibile “risale, almeno nelle parti più antiche, al X e XI secolo, in pieno periodo medievale”.

A parlare è Ovidio Glauda, responsabile del gruppo di guide operante presso la chiesa, il quale ha acconsentito con entusiasmo a raccontarci la storia dell’edificio a cui è molto affezionato.

“Nonostante l’assenza di fonti documentarie che accertino le fasi di edificazione, quasi sicuramente la struttura è stata modificata a partire dal Trecento. In origine, infatti, l’impianto si estendeva per un spazio limitatissimo, molto inferiore a quello attuale, ed era coperto da una volta a botte”, continua Glauda.

Precisa, inoltre, che l’ingresso all’attuale chiesa si apre in uno dei punti aggiunti successivamente.

Per quanto riguarda il campanile, racconta, “è databile all’XI secolo, sebbene la parte superiore sia stata aggiunta dopo”. Malgrado le incertezze sulle fasi costruttive dell’edificio siano molte, il complesso racchiude in sé alcune interessanti peculiarità.

“La prima”, ci dice Ovidio Glauda, “riguarda l’affresco presente nell’attuale sacrestia che raffigura una crocifissione, ai lati della quale sono presenti due sante, di cui una, probabilmente, è Santa Maria Maddalena, a cui è stata intitolata la chiesa”.

E precisa:“Ai piedi della santa, a sinistra, compare una figura di donna inginocchiata che potrebbe essere colei che ha commissionato l’opera. È plausibile, quindi, che sulla destra ci fosse un uomo: il committente; si tratta, però, di sole ipotesi, poiché quest’ultima parte di affresco non ci è giunta”. 

Ovidio Glauda conclude, infine, affermando che su base stilistica l’intero affresco è databile alla metà del Quattrocento.

“Un’altra particolarità”, sottolinea, “è certamente la lapide funeraria tardo romana murata all’esterno della chiesa. La lastra, risalente al 440 d.C., ricorda un  negoziante di nome Basilio ed è oggi visibile sul lato Nord dell’edificio.” Glauda, inoltre, non manca di soffermarsi anche sul magnifico crocifisso ligneo databile al Trecento che un tempo era ospitato nella chiesa, e che, purtroppo, non è visibile ad oggi poiché trasportato nella Parrocchia di Burolo “per evitare che andasse incontro a deterioramento”.

Condivide con noi, poi, una curiosità di tipo geologico: la chiesa, infatti, sarebbe stata costruita su un masso erratico, ovvero una roccia di grandi dimensioni trasportata a valle dall’azione di un ghiacciaio e rimasta in pianura anche a seguito del ritiro della massa di ghiaccio.

In conclusione, come ha sintetizzato al meglio il sindaco di Burolo Franco Cominetto, “la chiesa di Santa Maria Maddalena è un pezzo eccezionale che sorge in un luogo unico”.

Il complesso, che fino a qualche anno fa veniva aperto solamente per le funzioni e in occasione della festa della Maddalena, dopo essere entrato nel circuito delle chiese romaniche dell’Ecomuseo AMI, è diventato visitabile anche d’estate.

A tal proposito, ricordiamo le prossime aperture in programma: domenica 22 luglio e 9 settembre dalle 10.00 alle 18.00 e domenica 23 settembre, dalle 15.00 alle 18.00.

Commenti

Blogger: Martina Gueli

Martina Gueli
Artisticamente parlando

Leggi anche

No tav

CHIOMONTE. Riparte l’assedio No Tav. Salvini, accelerare i lavori

I No Tav riprendono l’assedio al cantiere. Dopo la dimostrazione di due sere fa nella …

IVREA. Appello a Sertoli. “Non modificate lo statuto del Carnevale”

In seguito all’incontro del 17 luglio, nel corso del quale Fondazione e Amministrazione comunale hanno …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *