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BENEDINO andrea

Buoni spesa Covid: In.rete arriva prima. A Ivrea però c’è il sindaco fattorino

Abbiamo già detto di quanto siano tremendamente biblici i  tempi dell’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli per l’erogazione dei buoni spesa? Sì! Sul numero in edicola lo abbiamo scritto in tutte le salse. E prima bisogna fare domanda, poi ci sarà una classifica, eccetera eccetera…. Capita tutto questo a Ivrea e, chissà come mai, non sta capitando altrove. Perchè sono i più ligi alle leggi? Perchè loro ne capiscono di più? Boh? Fatto sta ed è che, come al solito, arriverà buona ultima anche su un’operazione facile facile, alla faccia del disagio e di chi non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena.

A sottolinearlo con vigore, in queste ore, sono stati in tanti a cominciare dalle Opposizioni, da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea passando da tutto il Pd. Questa mattina è tornato alla carica il consigliere comunale Andrea Benedino.

“Non voglio far polemica  – ci dice – Ma la settimana scorsa il Governo ha stanziato risorse importanti per i Comuni  affinché organizzassero velocemente, attraverso i propri servizi sociali, un’attività di assistenza nei confronti di chi necessitava di un sostegno alimentare, perché travolto improvvisamente dal lockdown dell’emergenza Coronavirus.  Il Comune di Ivrea ha ricevuto per questa attività una cifra di poco superiore a 124.000 €. Da subito il Consorzio Inrete, che si occupa dei servizi socio-assistenziali per i Comuni dell’eporediese, ha avanzato ai comuni aderenti una procedura, in accordo con l’ANCI, per arrivare ad erogare rapidamente questi buoni.  Molti Comuni del nostro territorio hanno aderito immediatamente alla procedura proposta dal Consorzio Inrete (mi risultano al momento Albiano, Baldissero, Bollengo, Brosso, Caravino, Carema, Cascinette, Chiaverano, Cossano, Fiorano , Issiglio, Nomaglio, Pavone, Piverone, Rueglio, Salerano, Samone, Settimo Vittone, Torre Canavese, Val di Chy, Valchiusa, Vidracco, Vistrorio).  Ivrea ha scelto di non aderire e ha varato una propria procedura, fatta di raccolta di domande da vagliare in base a un complicato meccanismo di punteggi al fine di stilare una graduatoria degli aventi diritto.  Entro la giornata di domani i Comuni che hanno aderito alla procedura di Inrete erogheranno i buoni a chi ne ha bisogno (molti lo stanno facendo già a partire dallo scorso weekend), mentre Ivrea entro domani finirà di raccogliere le domande, poi dovrà vagliarle, stilare la graduatoria etc. etc. con il rischio concreto che nessun avente diritto prima di Pasqua possa vedersi riconosciuto alcunché.  E se non ci fosse la grande rete di solidarietà delle associazioni di volontariato, a partire dalla Caritas, da Croce Rossa e da tanti altri che sono impegnati come non mai ad assistere i più bisognosi, la situazione sarebbe ancora più grave.   Perché quindi ad Ivrea si è voluto scegliere una strada diversa?”.

PSPer alcuni e tra questi anche il presidente del consiglio Diego Borla questo non sarebbe il momento di far polemica. Morale? Le polemiche le fa solo LA VOCE perchè è un giornale politico… Avremmo davvero voglia di rispondergli per le rime considerando che in verità anche quando lui sedeva all’Opposizione l’opposizione la facevano altri. Ci verrebbe voglia di rispondergli ma è talmente insulso il suo attacco che non merita attenzione.  Ci dica piuttosto lui quando potrebbe essere il momento per sollecitare l’Amministrazione comunale e il suo sindaco a fare quello che si dovrebbe fare in un momento di emergenza come questo. Che non significa correre di casa in casa a consegnare le mascherine monouso o a portar giù la spazzatura dal terzo piano. Se davvero Sertoli aspirava a fare il “fattorino” avrebbe dovuto rivolgersi alla Dhl e non invece chiedere il voto ai cittadini.

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