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BRUXELLES. Smog: Aea, in città italiane troppe Polveri sottili e picchi ozono

Un italiano su due in città respira troppe polveri sottili (Pm10) e sei su dieci nei centri urbani sono esposti a quantità eccessive di ozono, con picchi record a livello europeo. A segnarli sono soprattutto località del Nord, con in testa Lecco, Padova, Monza, Varese, Vicenza e Udine. I dati arrivano dall’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), secondo cui applicando i parametri dell’Oms quasi tutte le città europee sono ‘malate’ di inquinamento, che rimane la minaccia ambientale numero uno per la salute nel vecchio continente. L’Italia secondo l’Aea nel 2012 segna la cifra record di 3.377 decessi legati all’ozono. Un’emergenza particolarmente critica nell’area della Pianura Padana e che si lega anche a “condizioni meteorologiche e orografiche particolarmente sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti atmosferici” ha ricordato oggi, Maurizio Conte, assessore all’ambiente della Regione Veneto, in una riunone all’Europarlamento del gruppo AIR, che riunisce 13 regioni europee fra cui Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Perché gli inquinanti, che non hanno confini, non si combattono solo a livello locale, ma europeo. “La novità quest’anno è che non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione da parte di Bruxelles sulle nostre criticità, cosa che avveniva regolarmente dal 2005” afferma l’assessore all’ambiente della Lombardia, Claudia Terzi, che prevede da ottobre 2015 “l’ampliamento dei comuni dell’area critica soggetta a divieti della circolazione, che passano da 209 a 570”. Fra le misure prese a livello locale “Torino ed altre città hanno investito molto sul teleriscaldamento” spiega Alberto Valmaggia, l’assessore all’ambiente del Piemonte. E l’Emilia Romagna ha stipulato “accordi di programma con gli enti locali per avere un approccio omogeneo al blocco del traffico” aggiunge Giuseppe Bortone, direttore generale per l’ambiente della Regione. Andando al di là del quadro nazionale, il bilancio per l’Unione dei 28 si conferma in negativo. “L’inquinamento dell’aria è ancora elevato in Europa” avverte il direttore esecutivo dell’Aea, Hans Bruyninckx, secondo cui questa situazione “comporta costi considerevoli: per i nostri sistemi naturali, la nostra economia, la produttività della forza lavoro dell’Europa e, cosa più grave, per la salute degli europei”. Il principale ‘killer’ rimangono le polveri sottili, che penetrano direttamente nei polmoni. Secondo l’Aea, l’esposizione di lungo periodo alle polveri sottili sarebbe responsabile della maggior parte delle 400mila morti premature provocate dall’inquinamento dell’aria nel 2011. 

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Blogger: Fabio Mina

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