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franco cappellino ex sindaco di Brusasco

BRUSASCO. Parco del Po, immondezzaio abbandonato

Franco Cappellino, sindaco di Brusasco per dieci anni, dal 2006 al 2016, è tra i firmatari della lettera che un gruppo di “Agricoltori della Collina Torinese” ha inviato al Prefetto sull’emergenza cinghiali.

Per prima cosa gli chiediamo perché ha firmato la lettera.

Sono un agricoltore anch’io, anche se ormai in pensione, ma l’ho fatto soprattutto per dare una mano a questi giovani. Ci sono tanti giovani che vorrebbero tornare a praticare l’agricoltura, ma un giovane agricoltore oggi fatica senza prospettiva, non ci sono certezze in nulla. Il problema dei cinghiali poi, è particolarmente complesso e drammatico. Mi ricordo delle tante lettere che ho scritto come sindaco, delle tante riunioni, ma abbiamo a che fare con un sistema ipocrita, dove non si riesce a concludere niente”.

Nella lettera, si chiama in causa, tra gli altri, il Parco del Po.

Io mi ricordo quando è stato istituito il parco, il classico provvedimento da periodo estivo. I parchi sono posti belli, puliti, fruibili, dove ci sono dei servizi. Questo è un parco costruito sulle spalle dei proprietari, è un immondezzaio abbandonato, e l’incolto è l’habitat ideale per i cinghiali. Inoltre, tutte le buone pratiche studiate per risolvere il problema non funzionano per colpa del Parco”.

I firmatari della lettera rivolgono anche delle critiche alla Città Metropolitana, in particolare ai selecontrollori.

Le battute congiunte, indipendentemente da chi vi partecipa, sono solo delle farse. Si fa solo finta di cacciare i cinghiali, se ne uccidono troppo pochi. Ormai li abbiamo in casa, girano dappertutto e non hanno paura dell’uomo. Abbiamo un traffico incredibile, un passaggio continuo sulla Statale 590. Il problema diventa sempre più preoccupante, è una questione di sicurezza. Ormai non basta più la sola caccia per controllare i cinghiali e non saprei nemmeno io quali soluzioni proporre. Si tratta di un concorso di cause: l’inerzia del Parco, un sistema di norme che non permettono di tutelarsi, il numero sempre crescente di esemplari, il territorio sempre più vasto che occupano”-

Anche gli ATC (ambiti territoriali caccia) non sembrano funzionare tanto bene.

Il nostro ATC è sempre più lento rispetto a tutti gli altri. Mi ricordo che all’inizio sembrava quasi che i contadini cercassero i cinghiali, per avere un indennizzo. Adesso non si può più nemmeno mettere il mais. Non denunciamo neanche più, un po’ perché bisognerebbe farlo in stagioni in cui non abbiamo tempo e poi per le lentezze burocratiche. Nel nostro ATC gli indennizzi avvengono con più lentezza rispetto agli altri. E per l’Europa sembra che gli indennizzi siano aiuti di stato.

Inoltre, gli ATC dovevano fornire i nomi dei selecontrollori. Gli altri ATC lo hanno fatto, il nostro no. Credo ci sia un po’ di politica in mezzo”.

Che risposte vi aspettate dal Prefetto?

Come sindaco non avrei firmato questa lettera, per non coinvolgere la politica. Credo che i giovani che hanno firmato non si aspettino nessuna risposta, lo sanno. Il fatto è che su questo problema, come su altri, si è creata una responsabilità diffusa, dove nessuno è veramente responsabile, ci sono troppe persone coinvolte e alla fine non si riesce a fare niente. Prima o poi ci saranno delle vittime e dopo si agirà, come si fa sempre in Italia. Magari metteranno delle reti lungo la statale.

Noi, più che scrivere non possiamo, ma è giusto che questi giovani insistano. Io mi sono stancato, non ho più voglia di vedere tanta gente, ma i giovani li appoggio”.

Domenico Cena

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