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Alcuni partecipanti alla giornata del FAI

BRUSASCO. Cinquecento persone al Luogo per il FAI

Martedì scorso i ragazzi del gemellaggio, quelli di Clean Coins provenienti da 4 Paesi esteri, Lettonia, Malta, Romania e Serbia, hanno concluso la loro visita nei nostri comuni nel parco del castello di Brusasco, per poi vivere il momento del “Patto di Fratellanza” proprio nelle sale del Castello. Questo fine settimana c’è stato l’evento del FAI, Fondo Ambiente Italiano, che ha inserito i ricetto del Luogo (Leù per gli autoctoni) all’interno delle “Giornate FAI di primavera”, un fine settimana interamente dedicato all’apertura e quindi alla possibilità di visitare  luoghi e monumenti spesso inaccessibili. Evento nazionale e quindi di grande importanza.  Ed è stato un grande, meritato successo: almeno 400 persone nella giornata di domenica, un centinaio sabato, hanno girato nelle sale del castello, passeggiato nel vialone del parco, ammirato il nucleo principale del Ricetto, intorno a cui si sviluppò l’intero borgo:  la chiesa di San Bernardo,  che fu parrocchiale quando l’abitato di Brusasco era soggetto alle piene del Po; il campanile; il ricetto vero e proprio, con la porta di San Sebastiano ancora visibile,  di stampo medioevale, il complesso abitativo  adibito principalmente alla raccolta e conservazione del grano e non solo; il pozzo originario per la sopravvivenza degli abitanti. Alcune note storiche: il primo nucleo del Castello fu costruito nell’891 per ordine di Berengario, allora re d’Italia. Il complesso fu ampliato nel 1164 ad opera del marchese Guglielmo IV del Monferrato. Nel 1536 il marchesato passa ai Gonzaga. Gravemente danneggiato dalle truppe francesi nel 1704,l’edificio attuale risale alla metà del 1700. Ma la bellezza sta nel complesso: un castello immerso in un parco con un ricetto medioevale, con la piazza centrale in cui confluiscono le strade di accesso, e tratti di mura antiche sormontate dalla torre medioevale. Suggestione quanto basta. Ammiratissimo dai visitatori, provenienti da diverse provincie piemontesi. L’altro luogo del cuore, inserito nel programma FAI ma non disponibile per le avverse condizioni climatiche, è il sito di Industria, nel vicino comune di Monteu da Po. Sito di proprietà statale, per il quale si batte da anni l’associazione Athena guidata da Sara Inzerra, per ottenere aperture straordinarie e quindi maggiore visibilità. Inserito in un’area poco conosciuta, sulla riva destra del Po, ricca di presenze storico artistiche notevoli, inserite in un contesto paesaggistico e naturalistico non da meno, lungo vie anticamente importanti d’acqua e di terra, percorse da mercanti, pellegrini e soldati e tutte da riscoprire. Luoghi quasi nascosti, come Industria : un sito archeologico unico con gli scavi più antichi d’Italia, relativi ad un insediamento romano di grande importanza all’epoca. Un importante porto fluviale, un’area sacra mèta di pellegrinaggi e abitata in quel periodo da abili artigiani e artisti del bronzo. I principali reperti  ritrovati sono conservati presso il Museo Archeologico di Torino. Ma perchè non allestire una mostra riportandoli nel luogo di origini? E’ importante creare occasioni per far apprezzare non solo agli abitanti del posto (poco propensi per la verità) ma anche ad altri cittadini questo patrimonio culturale che abbiamo il dovere di conservare e valorizzare. Una grande risorsa per tutti. Una opportunità per gli amministratori, a cominciare dal sindaco Laura Gastaldo, che come tutti i sindaci vorrebbe ma non può.  E con lo slogan” La bellezza salverà il mondo e noi salveremo la bellezza”  il sito sarà aperto dal FAI con i suoi operatori culturali-turistici nel fine settimana del 1 e 2 aprile.

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Blogger: Giuseppe Valesio

Giuseppe Valesio
E se fosse buonsenso?

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