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Simone Mulas
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BRANDIZZO. Sconcerto in paese per la scomparsa di Simone Mulas

Lacrime e sconcerto in paese per la tragica scomparsa di Simone Mulas.

“Era un ragazzo d’oro” dice chiunque l’abbia conosciuto.

Ed erano in molti qui a Brandizzo, il paese dove Simone è cresciuto e dove ha vissuto fino a non molto tempo fa.

Simone Mulas era uno di quei ragazzi di cui ti colpivano la dolcezza, le buone maniere. Mai una parola fuori posto o un gesto sbagliato.

Volergli bene era facile, affezionarsi a lui, naturale.

Nessuno oggi riesce a comprendere le ragioni del suo folle gesto.

A travolgerlo, verso le 23,30 è stato il treno regionale proveniente da Milano e Diretto a Torino.

Nessun dubbio sulla volontarietà del gesto, ma restano le domande, strazianti, sul perché.

Simone aveva tutto.

Una bellissima famiglia. Era secondogenito, voluto e desiderato per 15 anni. Nonostante, la differenza di età era legatissimo alla sorella, Cinzia che ieri era andato a trovare nel suo nuovo studio legale di Torino.

Aveva un lavoro. Nonostante fosse tra i cassintegrati della Martor era già stato preso da un’altra azienda, la Stat, dove a giorni avrebbe dovuto riprendere a lavorare.

Aveva una bella casetta a Saluggia, nel verde, con un giardino per i suoi amati cani. Faceva il volontario in canile. Di una sensibilità più alta del normale, Simone aveva adottato un cane cieco da un occhio e sordo. E, per fargli compagnia, un altro cane.

Ieri aveva cenato dai suoi genitori. Una serata come tante, circondato dall’affetto di sempre.

Simone, però, aveva un malessere inspiegabile. Un disagio con il quale aveva imparato a convivere anche grazie all’aiuto di un percorso psicologico intrapreso su consiglio dei suoi cari.

Nulla che giustifichi, però, quanto avvenuto ieri sera lungo quei freddi binari.

Chi scrive si unisce al cordoglio di quanti in questo momento sono vicini alla famiglia Mulas.

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Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
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