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Casa di riposo Piccola Lourdes

BRANDIZZO. Piccola Lourdes, Bodoni: “Ci saranno un sacco di morti”

“La situazione in casa di riposo è precipitata. Ci saranno un sacco di morti! Ci hanno abbandonato”.

Il sindaco di Brandizzo e medico di struttura alla Rsa Piccola Lourdes, Paolo Bodoni è un fiume in piena: “Sono incazzato, lo scriva. Stiamo cadendo come soldatini”.

Da giorni si aspettano tamponi che non sono mai arrivati. Da giorni c’è chi si è già messo in quarantena volontaria. Da giorni Bodoni chiede, inascoltato, aiuto.

Ieri sera i primi ricoveri: “Ho mandato in pronto soccorso due pazienti con febbre alta e importante desuturazione”. In poche parole non respiravano quasi più. “Quelle due pazienti sono risultate entrambe positive. Altri due pazienti li ho mandati oggi in Dea e sono in attesa dell’esito del tampone.

Ci dicevano di resistere, di aspettare. Ma cosa? Chi dobbiamo aspettare. Cosa può un novantenne con un polmone solo affrontare il Covid-19? Li stanno mandando incontro a morte certa. Ma adesso basta. Sono stufo”.
Bodoni stringe tra le mani una lettera, quasi fosse l’ultima arma di una battaglia ormai persa: “E’ indirizzata alla Procura e ai Nas. Se domani non verranno a fare i tamponi che mi hanno promesso di venire a fare, la manderò”.

Bodoni questa battaglia la sta vivendo in trincea, come sindaco, come medico di famiglia e come medico di struttura.

La positività al Covid la sta rischiando anche lui: “Giovedì scorso ho visitato uno dei pazienti risultati positivi. Ieri mi hanno imposto il tampone. Sto aspettando l’esito. Sto bene. Ma se fossi positivo dovrei entrare in quaranta. In piena emergenza, con la solidarietà alimentare da gestire. Un disastro evitabile se si fossero fatti i test quando li abbiamo chiesti. La situazione in casa di riposo è oggi drammatica”. Degli 83 ospiti, 12 hanno febbre alta e sintomi riconducibili al Covid. Anche 12 operatori sono a casa con febbre alta. Una Oss è risultata positiva e il direttore sanitario è in quarantena.

“Va bene che si tratta di una pandemia. Ma sulla gestione ci sono responsabilità precise che andranno affrontate. I territori sono stati abbandonati. Noi medici di famiglia siamo stati abbandonati. Sto lottando come un leone. Ma ogni sforzo è vano. Non sono riuscito ad ottenere niente. Solo qualche bombola d’ossigeno”. Perché ormai anche quello è introvabile.

Per affrontare l’emergenza è stato creato un dormitorio all’interno dell’Oratorio. “Il personale che vorrà potrà fermarsi qui a dormire. La protezione Civile ci ha fornito 15 brandine. Stiamo procedendo alla sanificazione dei locali. Creeremo un percorso pulito per il passaggio da un locale all’altro. Distano appena una manciata di metri. Qui tutti stanno dando il massimo. Tranne le alte istituzioni e l’Asl. Ci hanno abbandonati. Ci hanno abbandonati…”

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Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
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