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BRANDIZZO. Muore a 14 anni, paese sotto shock

E’ volato in cielo troppo presto. All’improvviso. In un tranquillo sabato di giochi nell sua cameretta.
Tutta Brandizzo piange Simone Zani e si stringe al dolore della mamma Maria Laquale e del padre, Luca, per l’inspiegabile perdita del loro amato primogenito.
Sarà l’autopsia disposta dalla Procura di Ivrea a sciogliere ogni dubbio sull’improvvisa morte di Simone, 14 anni appena.
Oggi, martedì 7 marzo, o al più tardi domani, verrà nominato il medico per l’esame autoptico da eseguire presso la camera mortuaria dell’ospedale di Chivasso dove la salma è stata composta.
La disgrazia è avvenuta sabato poco dopo mezzogiorno nella casa di via Roma 15.
A provare a dare una spiegazione è stato il papà Luca, 46 anni, capo della Martor di via Cena: “Aspettavo Simone per pranzo. L’avevo chiamato più volte mentre ero in cucina con mia moglie Maria e con gli altri nostri due figli Alessio e Sofia di 12 e 5 anni. Non rispondeva e così sono salito a chiamarlo in mansarda dove stava giocando alla Xbox. Era sdraiato sul letto a pancia in giù. Avava ancora il joystick in mano e sembrava addormentato. Gli ho sfregato la mano sul corpo ma non rispondeva alle sollecitazione e dopo averlo girato ho notato le labbra viola e il sangue uscito dal naso. Ho cercato di rianimarlo mentre avevo anche allertato il 118. Gli ho anche praticato la respirazione “bocca a bocca” ma non si riprendeva. Anche l’equipe medica nel frattempo arrivata a bordo dell’elisoccorso ha provato a rianimarlo per oltre mezz’ora ma non c’è stato nulla da fare”.
Nel primo referto compilato dal medico del 118 si è ipotizzata la morte dovuta ad un aneurisma polmonare. Non si è espresso, invece, il medico legale dell’Asl To4 dottor Ricciardelli chiamato dai carabinieri nel frattempo arrivati in via Roma 15.
Nella mattina di ieri, lunedì 6 marzo, il papà si è recato presso gli uffici della Compagnia dei Carabinieri in via XXIV Maggio a Chivasso dove attraverso una segnalazione ha voluto fornire tutti gli elementi utili per le indagini.
“Io e mia moglie non riusciamo proprio a capire cosa sia accaduto a nostro figlio, un ragazzone alto oltre un metro e 60 e pieno di vitalità. Ai carabinieri ho comunque esposto alcuni dubbi: il primo riguarda una pastiglia di Vermox ingerita sabato mattina. Un medicinale per curare i vermi intestinali di cui nostro figlio ogni tanto soffriva. Il dubbio è che fosse una confezione scaduta ma invece la data consigliava la somministrazione entro il 2019; il secondo riguarda una contusione riportata al ginocchio durante una caduta la sera prima avvenuta nella palestra di via Torino dove frequenta corsi di Parkour (disciplina nata in Francia agli inizi degli anni ‘90. Consiste nell’eseguire un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo attraverso volteggi, salti, equilibrio, scalate o arrampicate). Meno probabile il fatto che a causare la morte di nostro figlio possa essere stata una ferita al piede riportata quindici giorni fa con un chiodo arrugginito pestato per strada a Brandizzo. Oppure, l’ipotesi più probabile ma più dolorosa, è che nostro figlio fosse affetto da qualche malattia di cui non eravamo a conoscenza”.
Non se ne capacita neppure la nonna materna Rachele Bellino, distrutta.
La comunità brandizzese è sotto shock. Centinaia i messaggi che in questi giorni sono stati lasciati sulle varie bacheche Facebook da conoscenti e tanti amici del ragazzo.
Simone Zani frequentava il primo anno dell’Istituto Professionale Alberghiero Colombatto a Torino.
Nel tempo libero e fino a tre anni fa, prima di iscriversi alla palestra di via Torino, aveva giocato a calcio nelle giovanili del Brandizzo.

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