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BRANDIZZO. Lucchetti al bocciodromo e la Virtus sbattuta fuori

Chiuso da un giorno all’altro e staccate tutte le utenze, il centro incontro di via Einaudi è rimasto deserto con gli anziani costretti a giocare fuori dalla struttura.

Ecco quanto è successo con il mancato rinnovo della convenzione con la ditta Vamp che gestiva il bar e il ristorante della struttura dal 2003.

La convenzione un piedi da 14 anni non è stata rinnovata, e neppure così pacificamente, e nessuno ha pensato alle utenze, così la Virtus, chiuso il bar ristorante di Silvio e Irene, si è ristrovata senza luce né acqua.

La Virtus – spiega il vicesindaco Fulio Merlonon ha voluto intestarsi le utenze. Vedremo di farlo noi, come Comune, nel più breve tempo possibile”. Finché non ci sarà corrente, infatti, la Virtus si ritrova a poter utilizzare solo le pista esterne. Ma non appena inizierà il brutto tempo si ritroveranno senza un posto in cui giocare. “Davvero una brutta faccenda – commenta allargando le braccia Silvio Manco, presidente della Virtus Brandizzo – ora speriamo che le utenze vengano allacciate al più presto, ma il futuro non lo vedo affatto roseo”. L’Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Buscaglia, infatti, ha deciso di procedere alla pubblicazione di un bando per l’affidamento della gestione del centro incontri alle associazioni. Basta, insomma con i privati. “A Silvio e Irene avremmo rinnovato la convenzione a patto che sistemassero alcune cosette. Loro hanno preferito andare via. Abbiamo, così deciso di dare in affidamento il centro alle associazioni. Saremmo felicissimi se fosse proprio la Virtus a prenderlo”. Ma il presidente Manco, risponde “Picche”: “Non ci penso proprio, alla mia età, a buttarmiin una simile avventura. Ma scherziamo? Il canone corrisposto da Silvio e Irene era di 750 euro al mese, più le utenze e le tasse. Dove li prendiamo tutti quei soldi? Agli altri soci l’ho già detto: se c’è qualcuno che se la sente, si faccia avanti e si va al rinnovo delle cariche. Ma per ora la pensano tutti come me. Noi vorremmo solo continuare a giocare a bocce lì dentro. Punto e basta”.

Circolano voci secondo le quali la Pro Loco sarebbe interessata alla gestione. “Se lo prendono loro, noi dovremo andarcene – commenta Silvio Manco – han già detto che userebbero la struttura per il ballo. Ho provato a proporre una sorta di convivenza, ma non sembra fattibile, così, riattaccate le utenze,  continueremo a giocare nel bocciodromo fin quando non sarà pubblicato il bando e qualcuno se lo aggiudicherà. Poi sappiamo già che saremo tagliati fuori”.

Intanto, sulla vicemda, è già stata presentata un’interrogazione urgente al sindaco da parte del gruppo di opposizione Alternatica Civica: “Il bocciodromo comunale “Centro Incontri” in gestione alla società Virtus Brandizzo è molto frequentato dai brandizzesi quale centro di aggregazione e di incontro – dichiara il capogruppo Giuseppe DelucaIn queste settimane abbiamo ricevuto parecchie segnalazioni di cittadini, fruitori della struttura comunale di via Einaudi, scontenti per tale situazione. La struttura infatti ad oggi risulta chiusa, senza allacciamenti alle utenze, con catene a tutti i cancelli anche nella parte esterna in stato di abbandono.

Un’amministrazione comunale efficiente a nostro parere avrebbe dovuto pensare per tempo a fare un bando di gara per riaffidare la gestione del bar, anche perché all’interno della struttura vi sono gli impianti per giocare a bocce.Alternativa Civica con un’interrogazione ha richiesto dettagliate delucidazioni in merito alla situazione attuale del bocciodromo comunale alle motivazioni per cui risulta chiuso al pubblico e alle modalità e tempistiche con cui l’amministrazione intende procedere per affidare il servizio bar e ristorante riattivandolo. Si parla di riapertura al pubblico forse per il mese di febbraio”.

Il bocciodromo comunale era stato realizzato degli Anni Novanta dal Comune grazie agli stessi fondi europei con i quali era stata recuperata l’ex Sarpa, con la realizzazione della nuova sala del consiglio, gli uffici della Polizia Municipale e la Biblioteca. Si trattava di fondi per il recupero di aree industriali.

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