Home / BLOG / Brandizzo dice NO alla Carta di Pisa
Buscaglia
Buscaglia

Brandizzo dice NO alla Carta di Pisa

Garantire il rispetto degli obblighi di diligenza, lealtà, onestà, trasparenza, correttezza ed imparzialità nell’esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità degli amministratori. Questi i principi fondanti la Carta di Pisa, codice etico elaborato da “Avviso pubblico”, associazione che riunisce più di duecento membri tra comuni, province e regioni d’Italia. Lo scopo è fornire una serie di regole di comportamento, all’interno delle amministrazioni pubbliche, volte a promuovere la cultura della trasparenza e della legalità per evitare le infiltrazioni criminali e mafiose. Condotte che trenta comuni della provincia di Torino hanno già sottoscritto. Ma Brandizzo no. La decisone, presa in occasione del consiglio comunale tenutosi giovedì 28 novembre 2013, ha ottenuto la maggioranza di voti contrari. Dieci no dati in risposta all’interrogazione posta da Serena Sasanelli, capogruppo di Centrosinistra per Brandizzo. “Date le recenti vicende legate al processo Minotauro, riteniamo utile la sottoscrizione della Carta di Pisa al fine di disciplinare la trasparenza delle attività svolte dalla pubblica amministrazione ed evitare la nascita di forme di corruzione ed illegalità ”, sostiene. Il che significherebbe rendere noti tutti i dati relativi alle attività professionali e agli incarichi svolti, i redditi, nonché evitare ogni forma di attività che promuova un tornaconto personale. “ Sarebbe una misura di prevenzione concreta e tangibile”, aggiunge il capogruppo di “Alternativa Civica”, Giuseppe Deluca, anch’esso favorevole all’adesione. Ma lo stesso pensiero non sembrerebbe essere condiviso dall’attuale amministrazione. “Nel corso degli anni, la nostra amministrazione ha sempre agito evitando ogni forma di collusione e corruzione”-incalza Irma Pagliero, assessore alle Attività Culturali, Ricreative e Partecipative- “quindi riteniamo inutile la sottoscrizione di principi che noi già rispettiamo”. A sottolineare il concetto, anche il sindaco della città, Roberto Buscaglia: “la Carta di Pisa non aggiungerebbe nulla di nuovo alla serietà con cui operiamo ogni giorno. Sarebbe un’etichetta inutile, dal momento che, per ora, i comuni sotto i cinquemila abitanti, come Brandizzo, non sono obbligati a pubblicare i redditi dei propri dipendenti pubblici”. Alla luce dei fatti, e lungi da noi emettere giudizi, solo i brandizzesi possono confermarne la presenza.

Commenti

Blogger: Redazione

Redazione

Leggi anche

Da vignano o cimosa alla pezza e non solo.

Da vignano o cimosa alla pezza e non solo. Viene chiamata comunemente pezza, lemma che …

TORRAZZA PIEMONTE. Non occorre essere No-tav per dire no al progetto Tav…

Gentile Direttore Liborio La Mattina, non abbiamo avuto il piacere di conoscerci, ma conosco il …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *