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Casa di Riposo di Bosconero
Casa di Riposo di Bosconero

BOSCONERO. La commovente lettera del personale della Rsa: “Quella è la nostra casa”

Personale decimato, oltre la metà degli ospiti positivi al Civid e la scomparsa di don Pierfranco Chiadò, prima vittima qui in paese del temuto virus.

E’ pesante il bilancio del Coronavirus nella Rsa San Giovanni Battista. E’ pesante qui a Bosconero come nella maggior parte delle residenze per anziani del territorio.

Ma chi lavora lì dentro non si è mai dato per vinto ed ora, tutti insieme, hanno deciso di pubblicare una lettera piena di sentimento. Una lettera che racconta i sacrifici fatti, le paure e la battaglia combattuta da chi è rimasto fino all’ultimo al fianco degli anziani del paese.

Il testo della lettera

In questo periodo – vi si legge – leggendo o ascoltando le notizie date in tv sulla nostra struttura la domanda sarà stata: “ma come si lavora in quel posto?”» In quel posto si lavora seguendo protocolli e normative, in quel posto si lavora con i dpi. Sempre: non solo quando c’è una pandemia in corso, abbiamo sempre a disposizione sui nostri carrelli mascherine, guanti e visiere facciali. È vero, ad un certo punto le mascherine hanno cominciato a scarseggiare, ma è stato un problema a livello nazionale non solo nostro, dopo i primi attimi di smarrimento ci siamo attivati, le abbiamo autoprodotte sia per noi, che per gli ospiti e in seguito ce ne sono state consegnate altre dalla protezione civile…perché in quel posto la persona è al centro di tutto e per persona si intende sia che tu sia ospite, sia che tu sia operatore».

«Quando ci sono stati i primi casi sospetti sono stati segnalati ai medici curanti, o è stato allertato il 112. La nostra etica professionale e umanità che ci contraddistingue, mai, neanche per un secondo ci ha fatto pensare di nascondere la realtà»; «è sempre stato fatto tutto alla luce del sole e quando il primo caso sospetto è stato confermato, è cominciata una stretta collaborazione fra le nostre encomiabili figure di riferimento»

E ancora : «Sono stati messi in pratica tutti i protocolli per salvaguardare sia ospiti che operatori, sono partiti tamponi a tappeto su tutti, ospiti e operatori, cosa rara, ma purtroppo i risultati non sono stati dei migliori». «Chi è rimasto si è rimboccato le maniche e non si è risparmiato coprendo ore su ore e giorni su giorni, non pensando alla fatica ma solo agli ospiti che avevano bisogno di aiuto. Noi da casa le abbiamo sostenute e fatto il tifo per loro, purtroppo non potevamo fare altro. Ma adesso mano a mano che i tamponi daranno esito negativo torneremo, non vediamo l’ora! Perché quello non è un posto qualunque, quella è la nostra casa e noi tutti assieme siamo una grande e invidiabile famiglia. E chi non si sente di farne parte forse ha capito poco di “Quel nostro amato posto”

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Blogger: Maria Di Poppa

Maria Di Poppa
Letteralmente

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