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BORGOMASINO. Terreni affidati alla maggioranza Veneto furioso con il sindaco

Uno lo accusa di essere stato moralmente scorretto nei confronti della popolazione per dei terreni dati in affitto alla sua maggioranza. L’altro sostiene che tutto è stato fatto nel rispetto delle leggi.

A Borgomasino, le liste in corsa alle elezioni del 10 giugno non sono state ancora presentate tutte, ma la campagna elettorale impazza già.

Da un lato il canditato Salvatore Veneto, 62 anni, alla prima esperienza in politica, dall’altro il sindaco uscente, Massimo Bellardi, in carica almeno dal 2008.

Lo scorso 22 marzo, la Giunta composta da Bellardi, dal vice sindaco Giovanni Chimenti, assente alla seduta, e Giuseppe Pellerino, si è incontrata per prorogare un contratto di affitto di alcuni terreni comunali dati in gestione a due aziende agricole del territorio, quella di Francesco Beltramino, consigliere di maggioranza, ed una situata a Maglione, intestata a Mirella Vaudagna, moglie tra l’altro dell’assessore Giuseppe Pellerino, tra quelli che hanno approvato la proroga dell’affitto.

A denunciare il fatto è il candidato Salvatore Veneto. Sostiene che il gesto sia stato moralmente scorretto, oltre che al limite della legalità.

Quando ho letto questa delibera sono saltato dalla sedia – sostiene -.  Il sindaco ed il vice sindaco hanno rinnovato la concessione di due lotti di terreno comunale fino al 2026 a due aziende del territorio, intestate una al consigliere di maggioranza Francesco Beltramino e l’altra alla moglie di Giuseppe Pellerino, assessore che insieme al sindaco ha votato la delibera. Non discutiamo la validità dell’atto, che consideriamo al limite della legalità, ma ci troviamo a pochi giorni dalla presentazione delle liste e l’idea che trasmette è che il sindaco lo abbia fatto per mantenere i due in lista con lui. Le votazioni sono avvenute anche in assesnza del vice sindaco, quindi a votare sono stati solamente Pellerino, che è portatore di interessi, e Bellardi. Politicamente, credo che sarebbe stato più  correrretto aspettare che il rinnovo venisse fatto dopo le nuove elezioni”.

Inoltre Veneto denuncia anche il fatto come “in questo modo hanno tappato le ali agli eventuali vincitori di portare avanti su quei terreni progetti ben diversi. Io o chi verrà eletto dovrà aspettare il 2026 prima di poter di nuovo utilizzarli”. La sua idea, infatti, quella di creare dei prodotti a chilometro zero.

Diversa, invece, la posizione dell’attuale primo cittadino. Sostiene che l’atto rispetta tutte le leggi.

Si tratta di una proroga e non si una cessione – precisa – e sono due cose ben diverse. La cessione di un bene deve avvenire attraverso un atto del Consiglio comunale, per cui tutti sono chiamati a votare. Qui parliamo della proroga di un affitto stipulato nel 1999 e scaduto a novembre. Il rinnovo è una cosa che una giunta comunale può fare fino alla nomina del nuovo sindaco. Un po’ come sta succedendo adesso al Governo. Il presidente non c’è ancora ma i ministri stranno ancora lavorando”.

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