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Il sindaco Livio Tola

BORGOFRANCO. Il Prefetto diffida il sindaco: abuso delle convocazioni “urgenti”

Il Prefetto di Torino ammonisce il sindaco Livio Tola. Ancora una volta.

Alla base dei “rimproveri” scritti ci sono, ancora una volta, le modalità di convocazione dei consigli comunali.

Tola sta abusando della forma di convocazione “urgente” e lo ha fatto anche la settimana scorsa quando ha fissato la seduta per venerdì 31 marzo alle 18.

Appena il capogruppo della minoranza “Lista civica per la libertà”, Alex Tua, ha ricevuto la notifica ha subito diffidato la maggioranza e si è rivolto alle autorità.

Il Prefetto ha inviato una nota con cui chiede chiarimenti.

“Purtroppo non è la prima volta che accade – ha sottolinea Alex Tua nella diffida – ma anzi più volte i tempi di convocazione non sono stati correttamente rispettati e della cosa mi sono già fatto portavoce in diverse occasioni con comunicazioni scritte di segnalazione e denuncia al consiglio comunale che sono state allegate agli atti, eppure si persevera nel non rispettare i tempi previsti dal nostro regolamento”.

Le sedute, infatti, possono essere convocate in via “urgente” soltanto per atti inderogabili. Nulla a che vedere con punti di routine propedeutici al bilancio di previsione come accaduto l’altra settimana. Erano soltanto tre, per altro, i punti all’ordine del giorno del 31 marzo.

Non è bastato a fermare Tola. Il consiglio si è svolto ugualmente. Il primo cittadino ha soltanto letto due righe di pseudo giustificazione dicendo di essere un po’ in ritardo con la tabella di marcia perché le determinazioni tariffarie, relative alla Tari, andavano approvate per legge entro il 31 marzo e solo il 28 marzo si era riunita l’Scs per approvare il piano finanziario… “Non potevamo fare altro” ha alzato le spalle Tola. Sarà.

Resta che lo stesso metodo è stato usato il 4 ottobre scorso quando il consiglio è addirittura saltato per mancanza del numero legale.

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