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BORGOFRANCO. Francisca riapre Palazzo Marini al pubblico

Domenica 13 ottobre Palazzo Marini ha riaperto i battenti. Il sindaco di Borgofranco, Fausto Francisca l’aveva promesso al momento del suo insediamento e la promessa è diventata realtà. La residenza presente in città, infatti, è parte del programma previsto dalle “Giornate del Fai d’Autunno del 2019” che prevede proprio la visita all’interno del palazzo chiuso ormai da più di 5 anni. Il complesso edilizio di Palazzo Marini occupa un lotto quasi rettangolare all’interno dell’originario borgo medievale, in prossimità della porta verso Ivrea. Si compone di una parte signorile, verso sud, e di una rustica di servizio, verso nord. La parte residenziale, la più importante, è costituita da un piano terreno, un primo piano e un sottotetto. Mancano le cantine, come nella totalità degli edifici di Borgofranco, a causa del terreno acquitrinoso. Lo scalone padronale, posto a lato dell’androne d’ingresso, mette in comunicazione il porticato con il loggiato soprastante; la scala elicoidale, contenuta nella torre cilindrica, assicura l’accesso a tutti i livelli del palazzo. È probabile che Claudio Marini, quando nel 1623 fu investito del feudo di Borgofranco, abbia acquistato non già un lotto di terreno libero, ma piuttosto preesistenti edifici che fece sistemare ed ampliare. Infatti la torre si può far risalire ai primi anni di esistenza del nuovo Borgofranco di Ivrea, cioè all’ultimo quarto del Duecento. Gli interventi fatti eseguire dalla famiglia Marini nella prima metà del ‘6oo consistono nella ristrutturazione dell’esistente, con la sistemazione di vasti ambienti decorati e con l’inserimento di due elementi fondamentali: lo scalone ed il portico con loggiato. Palazzo Marini conserva un ciclo di decorazione murale databile al secondo quarto del ‘6oo. Solo nella seconda metà del secolo tali espressioni troveranno larga diffusione. La decorazione si svolge sulle pareti dello scalone, nelle quattro sale del primo piano e nel loggiato, costituendo nel suo insieme un’antologia esauriente del gusto dell’epoca. Sulla volta dello Scalone è dipinto, tra cielo e terra, il mito di Proserpina: in basso è il pianto di Demetra, in alto il carro di Plutone che stringe l’amata tra le braccia. La grande Sala di rappresentanza, a cui si accede direttamente dallo scalone, è coperta da un soffitto a travature in legno decorate con nodi sabaudi. Sopra l’elegante camino in stucco è dipinto, a monocromo, l’incendio di Troia con la fuga di Enea.

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