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BORGOFRANCO. No di Legambiente alla centrale idroelettrica a Montebuono

“No” di Legambiente ad una nuova centrale idroelettrica a Montebuono, nel Comune di Borgofranco. Il Circolo Dora Baltea, nei giorni scorsi, ha presentato alla Provincia di Torino una serie di Osservazioni al progetto proposto dalla società Prodena SrL di Montalto, che prevede la costruzione di un nuovo impianto idroelettrico sul canale di adduzione che collega la centrale di Montestrutto a quella di Montalto.

Abbiamo seguito con attenzione, in questi anni, – sottolineano gli esponenti del Circolo – le numerose procedure attivate da diverse società con l’obiettivo di ottenere autorizzazioni alla realizzazione di nuove centrali idroelettriche sull’asta della Dora Baltea nel tratto compreso tra lo sbocco in Piemonte e il territorio del Comune di Ivrea, ed è intervenuto presentando specifiche Osservazioni. La nostra posizione è ben nota ma è bene ribadirla: in questo breve tratto di fiume, la presenza di ben sette centrali operative, sommata a quella di derivazioni per altri utilizzi, porta alla considerazione che il livello di sfruttamento a fini idroelettrici sia eccessivo rispetto alla capacità di rigenerazione qualitativa delle acque del fiume. Pertanto riteniamo non opportuno il rilascio di nuove autorizzazioni“.

Prodena, nella sua relazione tecnica, definisce “virtuoso” il progetto e asserisce che l’impatto della centrale sul regime idraulico del fiume sarebbe nullo, in quanto utilizza una derivazione già esistente e trovandosi su un canale artificiale non va a variare la portata della Dora. “Contestiamo questa affermazione – aggiunge il Circolo -. Quanto viene messo in opera è uno sgrigliatore aggiuntivo rispetto a quelli esistenti che ridurrebbe il trasporto solido del fiume, aspetto da non sottovalutare e da approfondire. Inoltre il canale di scarico prevede uno scavo per la profondità di 3 metri e ciò aumenterà la velocità dell’acqua nel punto di restituzione, oltre che, come si evince dagli elaborati, anche la direzione di flusso. Prodena, inoltre, non accenna ad alcuna compensazione ambientale nè prende in esame un accantonamento di capitale per lo smaltimento della struttura e per il ripristino ambientale a fine vita, cosa che presumibilmente accadrà nel momento in cui gli incentivi verranno revocati“.

 

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