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Bonus vacanze: come funziona e chi può richiederlo

L’emergenza sanitaria causata dalla inattesa diffusione del Coronavirus in Italia ha reso necessario adottare stringenti misure di contenimento del contagio già dalla fine del mese di marzo.

Uno dei settori più colpiti da quanto accaduto è certamente il turismo, che non solo ha dovuto fronteggiare nei mesi scorsi la chiusura forzata delle strutture ed il blocco delle attività (da quella ricettiva a quella della ristorazione), ma deve oggi anche combattere sia contro la diffidenza delle persone che contro la crisi economica incombente sull’economia nazionale.

Per tale ragione, il Governo ha tentato di rilanciare questo ambito attraverso la predisposizione di apposite misure, da un lato rivolte a garantire guadagno alle imprese operanti nel turismo e, dall’altro, finalizzate a consentire ai nuclei familiari in difficoltà economica di concedersi una vacanza.

Tra queste, la più rilevante è il Bonus Vacanze, introdotto con il Decreto Legge n. 34/2020 e spendibile dal 1 luglio al 31 dicembre di questo anno.

Da ultimo, a completamento del quadro fiscale predisposto dalle Autorità e per garantire il corretto funzionamento del bonus, con la Risoluzione n. 33/E del 25 giugno scorso, l’Agenzia delle Entrate ha comunicato qualche giorno fa che il codice tributo associato, eventualmente utilizzabile dalla struttura turistica individuata, è il 6951.

Chi può utilizzarlo?

Il Bonus Vacanze è riconosciuto in favore dei nuclei familiari con ISEE inferiore a 40.000 euro per i soggiorni sul territorio italiano.

Nell’ipotesi di singolo componente lo sconto può essere di massimo 150 euro, mentre qualora il nucleo familiare sia composto da due o più persone, il bonus può raggiungere la cifra di 300 o 500 euro.

E’ tuttavia necessario che il costo della vacanza sia versato in un’unica soluzione e provato con apposita documentazione fiscale, ove deve essere indicato tassativamente il codice fiscale del richiedente.

Come funziona?

Dal punto di vista del cittadino, il bonus vacanze è utilizzabile all’80% come sconto sul pagamento effettuato ed al 20% a titolo di detrazione d’imposta nella dichiarazione dei redditi.

Invece, il fornitore dal giorno dopo all’applicazione del bonus può recuperare la cifra sotto forma di credito di imposta relativamente a tutti i tributi e contributi pagabile mediante F24 oppure, può decidere di cedere il credito a terzi (tra cui, ad esempio, istituti di credito ed intermediari finanziari).

Prestiti personali

Nel caso in cui un soggetto non rientri nei parametri dettati dal decreto e sia impossibilitato a sostenere la spesa di una vacanza per sé e per il proprio nucleo familiare, può ricorrere ad un prestito personale per disporre nell’immediato della liquidità utile a pagare le strutture prenotate.

Allo scopo di selezionare l’offerta più conveniente rispetto alle proprie esigenze, l’interessato può consultare degli appositi tool di calcolo, disponibili online e completamente gratuiti, finalizzati a simulare un piano di ammortamento da confrontare con altri in suo possesso (per ulteriori approfondimenti: https://www.calcoloprestito.org).

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