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L'esondazione del fiume Idice

BOLOGNA. Esonda l’Idice nel Bolognese, è allerta in Liguria

Ancora un’esondazione in Emilia-Romagna, dove l’allerta maltempo sarà rossa per altre 24 ore, allagamenti in Liguria e Friuli Venezia Giulia, strade e ferrovie chiuse in Alto Adige, in Veneto una conta di danni per almeno 500 milioni mentre in Toscana dal fango spuntano i resti di un antico ponte romano. Piogge e fiumi in piena non danno tregua all’Italia, in particolare nelle zone del centro e del Nord ma non solo, visto che allagamenti si sono verificati anche nell’Agrigentino. Un Paese fragile, come sottolineato dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati che, in visita a Bologna, ha auspicato normative più snelle per la gestione delle emergenze. Mentre da Arezzo, neo confermato alla presidenza dell’Anci, Antonio Decaro ha richiamato all’esigenza di un sistema unico di allerta che arrivi direttamente sui cellulari dei cittadini. Sorvegliati speciali i fiumi in Emilia-Romagna, dopo l’esondazione che domenica ha colpito duramente in particolare Budrio, nel Bolognese. Qui il fiume Idice è tornato ad esondare dalla falla già aperta e volontari della protezione civile e vigili del fuoco sono impegnati ormai da tre giorni per portare in salvo animali dagli allevamenti e per limitare i danni a case e aziende. Diverse ancora le persone che ieri notte hanno dormito fuori casa perché evacuate. La situazione è delicata anche in altre zone della regione, con una allerta rossa per piene dei fiumi e pericolo di frane e smottamenti che sarà in vigore ancora per tutta la giornata di mercoledì. In regione i vigili del fuoco hanno eseguito più di 450 interventi in mattinata e almeno 200 sono i volontari della protezione civile che lavorano senza sosta per far fronte alle criticità. Nel Modenese due ponti sul Secchia sono stati chiusi ma i disagi per i blackout elettrici sono finiti, con linee ripristinate da Enel. Per far fronte all’emergenza la Regione ha stanziato dal proprio bilancio un ulteriore milione e 250mila euro per opere urgenti. Il maltempo ha causato disagi anche altrove nella penisola. In Liguria, nel Savonese, è sceso un metro di neve. Una corsia dell’autostrada A12 è stata chiusa per qualche ora tra Genova Nervi e Genova Est per “ruscellamenti” sulla parete di una galleria a causa delle forti piogge. Rallentamenti e disagi ci sono stati sulla linea ferroviaria Genova-Ovada. In Piemonte, nell’Alessandrino, una scuola primaria è stata evacuata per l’esondazione di un rio mentre è rimasto chiuso in via precauzionale il Serravalle Designer Outlet. In Toscana, dopo le ore difficili per la piena dell’Arno, il fango ha anche restituito qualcosa di inaspettato: un antico ponte romano vicino a Saturnia. Oltre a inondazioni e frane, nella Maremma grossetana si sono registrate centinaia di segnalazioni per danni alle tubature dell’acquedotto. In Veneto il maltempo è in attenuazione e già si contano i danni, stimati dal presidente Luca Zaia in almeno mezzo miliardo di euro “e non è finita”. In Val Pusteria, Alto Adige, resterà chiusa almeno un mese la linea ferroviaria per una frana lungo un pendio a Valdaora di sopra che ha letteralmente tolto il terreno da sotto ai binari. A Fiumicino, sul litorale laziale, dal fango non sono rimasti invece che cumuli di rifiuti di plastica spiaggiati. Collegamenti difficili nel Golfo di Napoli.

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