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BOLLENGO. A Bollengo il “mistero” del campanile

Di certo non ci si aspetterebbe di scoprire che, proprio qui in Canavese, un piccolo comune come Bollengo racchiuda nella semplicità della sua antica chiesa un mistero ancora irrisolto.

Uscendo dal paese e avviandosi sulla statale che conduce a Biella, infatti, è possibile scorgere la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Pessano, immediatamente riconoscibile per un dettaglio che non passa inosservato: il campanile al centro della facciata della chiesa.

Questa particolare collocazione della torre campanaria non è certo un caso isolato nell’architettura romanica, ma si tratta comunque di una soluzione tutt’altro che comune. Ripensando, infatti, ad altre chiese già visitate, magari ci sovverrà con più facilità alla mente un campanile collocato di lato, sul fianco della chiesa, ma più difficilmente nel mezzo della facciata.

Il motivo della singolare posizione non è stato ancora del tutto chiarito: si tratta forse di una ripresa di modelli francesi? Oppure il campanile è stato eretto in precedenza alla chiesa? E ancora: l’innalzamento della torre campanaria potrebbe essere avvenuto in più fasi?

La mancanza di notizie sulla fondazione originaria, ci fa rimanere nel campo delle ipotesi.

Sono infatti incerte e molto oscillanti la datazioni del complesso che si aggirano intorno al X-XI secolo, sicuramente in pieno clima romanico, nel cuore del Medioevo.

Rimasto sotto la cura del Capitolo della Cattedrale di Ivrea, grazie a un recente restauro, il complesso si presenta oggi in tutto il suo splendore.

La chiesa è ad un’unica navata, possiede, cioè, un solo ambiente interno delimitato da muratura e

diviso mediante un arco in due spazi più piccoli, le campate. Inoltre, sulle pareti è possibile scorgere alcuni resti di affreschi risalenti al XV secolo.

Il materiale della struttura è piuttosto grezzo: si alternano, infatti, pietre spaccate e mattoni uniti da abbondante malta. La scarsa qualità della muratura ha portato a pensare all’utilizzo di materiale di recupero, forse attinto da un altro edificio andato in rovina che poteva sorgere nelle vicinanze.

Per quanto riguarda il campanile, invece, formato da pietre malamente sbozzate alternate a mattoni, si erge in tutta la sua imponenza su ben sei piani: partendo dal basso, il primo coincide con l’ingresso alla chiesa, costituito da un grande portale; dopodiché, salendo, si trova al quarto piano un’ampia monofora, mentre al quinto e al sesto sono presenti due bifore, finestre cioè il cui vano è diviso in due parti.

Questo piccolo e prezioso gioiellino di epoca medievale sarà eccezionalmente visibile al pubblico fino al 30 settembre, ogni domenica dalle ore 15.00 alle 18.00, grazie all’apertura da parte dell’Ecomuseo AMI.

L’ingresso sarà gratuito ed aperto a tutti coloro che, esperti o meno, desidereranno fare un tuffo di ben mille anni nel passato.

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Blogger: Martina Gueli

Martina Gueli
Artisticamente parlando

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