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BIELLA. Urologo biellese indagato per morte pazienti dopo operazioni

Il primario del reparto di Urologia dell’ospedale di Biella Stefano Zaramella, 43 anni, è accusato di un duplice omicidio colposo e falso ideologico. I casi dell’ inchiesta della Procura biellese, riportati oggi dal quotidiano ‘La Stampa’, riguardano un paziente disabile, affetto da un gravissimo carcinoma alla prostata, morto dopo un intervento che, secondo l’accusa, sarebbe stato viziato da un gravissimo errore che avrebbe indotto il primario a correggere il referto, e di un altro malato operato malgrado il parere negativo del suo staff per la carenza di piastrine nel sangue.
L’indagine è partita dopo una serie di lettere anonime circostanziate e a seguito delle segnalazioni del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Giovanni Rinaldi. Gli episodi contestati risalgono all’estate 2017. Per il secondo caso, nel quale il paziente morì per un’emorragia, la richiesta iniziale della Procura era stata addirittura di omicidio volontario, poi derubricato a omicidio colposo. La stessa Procura aveva chiesto per il medico un provvedimento di custodia cautelare, respinto da gip Claudio Passerini. Il verdetto era stato ribaltato a dicembre dal Tribunale del Riesame, che, dopo aver analizzato il fascicolo ha deciso l’allontanamento per un anno del medico dal suo reparto. L’urologo a sua volta ha fatto ricorso alla Cassazione: il verdetto è atteso nei prossimi giorni.

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