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BIELLA. Resti umani abbandonati tra i rifiuti, domani gli interrogatori

Sono previsti per domani, nel carcere di Biella, gli interrogatori di garanzia di Alessandro Ravetti e Claudio Feletti, l’ad e il dipendente della Socrebi arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri nell’ambito dell’inchiesta che ha portato al sequestro del forno crematorio di Biella. Violazione, distruzione e soppressione di cadavere e di violazione di sepolcro i reati di cui vengono accusati per le presunte irregolarità nelle cremazioni.
Ravetti, 40 anni, è difeso dall’avvocato Marco Bozzalla.
Faletti, 56 anni, dall’avvocato Giorgio Triban. Entrambi hanno annunciato l’intenzione di appellarsi al tribunale della liberà contro la misura cautelare del carcere.
Proseguono, intanto, le indagini della procura, che intende perseguire anche l’ipotesi della truffa. La Socrebi chiedeva infatti tariffe maggiorate di mille euro per bruciare le bare con rivestimento interno di zinco; in realtà, secondo quanto accertato dai carabinieri coordinatore dal procuratore Teresa Angela Camelio, per accorciare i tempi delle cremazioni il rivestimento veniva eliminato con asce e piccone e i resti umani smaltiti come normali rifiuti dentro a scatoloni.

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