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BANCHETTE. “Cieol ha perso perché si è capito che è comunista”

Prosegue la polemica tra le forze politiche di opposizione dopo i duri attacchi arrivati, la scorsa settimana, per bocca dei consiglieri di minoranza, Maurizio Cieol e Emanuele Splendore.

I due avevano parlato di un presunto “inciucio”, tra il collega Angelo Menegatti e il primo cittadino Antonio Mazza.

Menegatti, consigliere vicino a Forza Italia, risponde così, duramente, a Cieol. “Il primo consiglio comunale di Banchette ha destato un putiferio. Un consigliere comunale di minoranza, noto per essere stato prima un comunista, poi un renziano e quindi un leghista, benché si dichiari indipendente, deve aver mal digerito la sconfitta elettorale. Conscio della grande forza politica della Lega in questo momento storico, deve aver provato a saltare sul carro del vincitore, certo di sommare i voti propri a quelli del partito più forte. Ad urne aperte, confrontando i voti delle europee con quelli delle comunali, è chiaro che o non ha portato voti alla Lega o gli elettori leghisti, in parte, si sono accorti che il loro partito di riferimento stava sostenendo la candidatura di un (ex?) comunista. La rabbia per la sconfitta può essere acre: è comprensibile”.

Menegatti, poi, respinge tutte le accuse al mittente in merito a presunti accordi con la maggioranza. “Tuttavia, ora si scade nel ridicolo. Sembra che il campione del trasformismo, il comunista-renziano-leghista, denunci accordi sottobanco. Lo tranquillizziamo subito: Angelo Menegatti è un consigliere comunale di minoranza, non ha siglato accordi con la maggioranza ed è lieto di aver ricevuto la fiducia del consiglio comunale per rappresentare l’opposizione nelle commissioni. È evidente che il consiglio comunale ha individuato questa figura in un consigliere di minoranza noto per la sua esperienza e il suo equilibrio.  Il resto sono chiacchiere, animate solo dalla rabbia. Fare speculazioni sul voto segreto può essere un piacevole passatempo, ma fine a se stesso. Al contrario, dalle dichiarazioni rese dagli altri membri della minoranza, sembra che un accordo sottobanco, se c’è stato, sia stato quello che ha cercato di escludere Angelo Menegatti dalla minoranza. Una sorta di riedizione del patto Lega-M5S, ma per monopolizzare l’opposizione. È solo apparenza, ma gli indizi ci sono tutti. Secondo l’astrusa ricostruzione operata da costoro, al contrario, la minoranza non sarebbe de facto rappresentata, in quanto il consigliere eletto in commissione non sarebbe quello voluto da Maurizio Cieol. Nelle dichiarazioni di quest’ultimo si legge addirittura di “frode nei confronti degli elettori” e di “sostanziale violazione della norma”. Suggeriamo di rileggere la normativa”. Sul tema, poi, interviene anche il primo cittadino Antonio Mazza. “Sono tutte bugie, non c’è stato nessun accordo sottobanco. C’è solo la democrazia e la possibilità di votare la persona che ognuno preferisce per una certa commissione. Il problema è che qualcuno ha perso e forse non gli va giù. Menegatti è sempre stata una persona seria e costruttiva, perbene e corretta. Ha sempre fatto opposizione moderata e mai fine a sé stessa. Noi vogliamo un’opposizione costruttiva e non distruttiva. Quest’ultimo metodo finisce per mettere in difficoltà anche gli uffici con continue richieste di documenti”.

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Blogger: Mattia Aimola

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