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BALME. Ritorna accessibile, dopo trent’anni il selvaggio vallone di Servìn

Da molti anni era accessibile soltanto d’inverno, con gli sci, quando la neve ricopre la fitta foresta di ontano verde, che i montanari chiamano “dròsess”. Allora il grande vallone diventa un vero anfiteatro dove gli sciatori alpinisti possono fare una spettacolare discesa. Nella bella stagione, invece, il grande vallone, che costituisce quasi metà del territorio di Balme, era di fatto inaccessibile, se non per qualche coraggioso cacciatore valligiano. Eppure in un passato ormai remoto, che soltanto gli anziani ricordano, c’erano decine di alpeggi, abbandonati progressivamente alla fine degli anni Settanta. L’abbandono degli alpeggi portò quasi subito all’abbandono dei sentieri, in una zona particolarmente impervia, con salti di roccia e canaloni difficilmente percorribili. Fuori comunque delle possibilità di alpinisti ed escursionisti, anche quelli già avvezzi alle asperità delle valli di Lanzo. Peccato, perché il vallone può vantare cime che superano i tremila metri di altitudine, come appunto il Servìn m 3108 e Cima Autour m 3021, che è anche probabilmente il tremila più facile della valle d’Ala. Si poteva accedere soltanto dall’alto, partendo dal Pian della Mussa, attraverso il colle delle Pariate m 2426, ma guai a lasciarsi tentare a scendere verso Cornetti di Balme, che per secoli è stata la porta del grande vallone.
Adesso è di nuovo accessibile, grazie alla buona volontà di alcuni appassionati frequentatori di Balme, cui va la nostra gratitudine per averci permesso di vedere ancora una volta quei luoghi in cui i nostri antenati riuscirono a guadagnarsi duramente la vita e di cui noi stessi abbiamo tanti ricordi. Volonterosi che con duro lavoro di questi giorni hanno riaperto un importante sentiero storico delle valli.
Il percorso inizia dalla borgata Fré (dove abita la mitica Polly), passa per le case del Chiòss, seguendo il Sentiero Natura del Cai di Lanzo, poi la abbandona nel punto in cui questo scende verso la baita di Li Sougn e prosegue, prima in piano e poi in salita fino all’alpe Rom Piat e alla Roccetta m 1950. Più in su il sentiero è stato ripulito ma presenta alcuni tratti molto ripidi ed anche un poco esposti, fino all’alpe del Pontàt m 2280, acquattato sotto un riparo naturale dalle valanghe. Di qui in su siamo ormai oltre il limite della vegetazione e si può scegliere di salire a cima Autour, o la punta delle Serene o ancora attraversare il Crot dei Fournel e ritornare a Cornetti nel vallone della Comba, raggiungendo la nuova pista forestale che giunge quasi a Pian di Gioé. Buone escursioni!

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Blogger: Vanni Cagnotto

Vanni Cagnotto
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