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Besso Cordero

BALDISSERO. Canavese in lutto per la morte del senatore Cordero

Livio Besso Cordero era quello che tutti definivano un gentiluomo. Sempre elegante nella sua giacca e cravatta in qualunque occasione dovesse presenziare, fosse il Consiglio comunale, il Parlamento o il suo salotto di casa. Era dedito al lavoro ed alla politica come pochi nella vita sanno essere. Ma lui era Livio Besso Cordero e la voglia di aiutare gli altri ce l’aveva nel sangue.

E’ morto sabato, 28 aprile, a 70 anni dopo una lunga e brutta malattia che lo aveva costretto a ritirarsi dalla scena politica. L’ultimo saluto, gli amici ed i parenti, gliel’hanno dato ieri pomeriggio, lunedì 30 aprile, a Baldissero suo paese d’origine.

E sono bastate le parole di qualche conoscente e del sindaco Luigi Ferrero in veste ufficiale a far ritornare alla mente le battaglie e le grandi opere, indimenticabili, di un uomo, prima che un politico.

Livio Besso Cordero nasce a Baldissero, il 5 febbraio di settanta anni fa.

La sua vita è stata segnata dalla passione per i numeri, le geometrie, l’ammirazione nei confronti delle grandi opere urbanistiche ed è stata forse questa sua vocazione che lo porta ad intraprendere gli studi in Architettura. La sua fama è legata però soprattutto alla sua attività svolta in campo amministrativo.

Militante del partito socialista, alla fine degli anni ‘80 è diventato sindaco del suo paese e con lui comincia un percorso di vera e propria rivoluzione. Qui, dà avvio alla zona industriale, alla costruzione del campo da calcio, alla realizzazione del Piano Regolatore, tutt’ora in vigore. 

Dopo aver ricoperto la carica di assessore allo Sport , turismo, flora e fauna per la Provincia Torino, quando presidente era Luigi Ricca, è diventato senatore della repubblica nella XIII legislatura, eletto nel 1996 con Rinnovamento Italiano, prima di passare, due anni dopo, nell’Ulivo.

Per tutta la durata del suo mandato, conclusosi nel 2001, Besso Cordero è stato anche membro dell’ottava Commissione permanente ai Lavori pubblici ed  alle comunicazioni, fino a diventarne vicepresindente nel 1998.

Tra le sue battaglie più importanti, portate avanti a livello nazionale, la tutela dei lavoratori minorati dell’udito e della parola, la creazione di nuove norme per la realizzazione e l’acquisizione di opere d’arte negli edifici pubblici.

Poi la corsa per la presidenza di Turismo Torino e Provincia, l’agenzia che si occupa della promozione locale, ruolo che ricoperto per circa dieci anni.

Nella sua carriera è stato anche consigliere a Castellamone, in cui si era candidato sindaco mentre a novembre dello scorso anno era morto il fratello Pierluigi, 79 anni, che aveva lasciato in eredità al comune  circa 100 mila euro per la realizzazione di un marciapiede da località Bettolino a piazza del Municipio.

Lascia la moglie Maria Clara, il fratello Antonino, la sorella Bruna ed i nipoti.

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