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Aumentano del 44% in 10 anni i soldi sui depositi protetti

Gli italiani si fidano ancora delle banche o l’ombra gettata dalla crisi ha aumentato la sfiducia? Diciamo che le cose sono sufficientemente variabili a seconda del tipo di prodotto, la paura che si possa mettere una mano nei propri conti correnti è ancora percepita, ma un dato, su tutti, la dice lunga sulla percezione degli italiani sull’affidabilità delle banche, quello che riguarda i depositi protetti.

Depositi protetti, i dati del Fitd

Secondo i dati snocciolati dal Fitd, il fondo interbancario di tutela dei depositi, quelli garantiti fino a 100 mila euro, quindi quelli protetti, sarebbero cresciuti del 44% in dieci anni. Quindi, sebbene il rendimento di questa tipologia di prodotti non sia elevato, vengono percepiti dagli italiani come prodotti sicuri. In un clima come quello degli ultimi anni, questo fattore è stato più determinante di quello della rendita nella scelta di un investimento.

Ma come sono cresciuti questi conti? Ebbene, se nel 2007 i depositi protetti ammontavano a 402,32 miliardi di euro, a giugno del 2017 ci troviamo con ben 578,26 miliardi di euro. Attualmente i depositi protetti costituiscono il 68% dei fondi oggetto di tutela, che sono al 2017 pari a 862 miliardi di euro contro i 574,33 del 2007.

Questi dati però non sarebbero precisissimi in quanto le stime sono state fatte per difetto. In effetti il Fitd rappresenta le principali banche presenti nel nostro Paese, per la precisione 173 banche, ma non contempla però le Bcc che fanno parte di un altro consorzio di garanzia.

Le garanzie del Fidt

Ma perché gli italiani percepiscono così sicuri i depositi protetti? Tanto per cominciare c’è anche una direttiva europea che da ulteriori garanzie qualora ce ne fosse bisogno. La direttiva europea, al 49 del 2014, ribadisce che tutti i depositi, fino a 100 mila euro per ciascun depositante, sono tutelati. Il Fidt del resto è in grado di coprire le garanzie dei correntisti in caso di dissesto dell’istituto bancario.

Secondo la nuova normativa, entro il 3 luglio del 2024 si dovrà raggiungere la soglia-obiettivo della dotazione finanziaria, fissata nello 0,8% dei depositi protetti. E come si potrà raggiungere questo obiettivo? Mediante versamenti periodici delle banche consorziate. Attualmente la dote complessiva si aggira attorno ai 4,6 miliardi di euro.

Soltanto nel 2017 le banche facenti parte del consorzio hanno dovuto versare 507 milioni di euro che includevano anche dei contributi ordinari destinati alla costituzione di quella che è la dotazione finanziaria per la tutela dei depositi, escluse però le risorse da destinare al Fondo di Solidarietà.

Concludendo

Il Fidt conferma che gli italiani sono tra i più bravi in Europa nella gestione del risparmio: da Giugno 2007 a Giugno 2017 i depositi sui conti correnti sono aumentati di ben il 44%. Un dato davvero interessante soprattutto perchè fa riferimento ad un periodo economico di forte crisi.

Questa propensione al risparmio degli italiani inoltre ben si abbina con la tendenza delle banche di proporre nuovi conti correnti online a zero spese: un esempio a riguardo è il conto hello bank (leggi la recensione su http://www.cartedipagamento.com/conto-hello-bank.htm)che unisce i vantaggi dei bassi costi di gestione, tipico dei prodotti online, con un rendimento proposto sulle somme depositate.

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