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ASTI. Uccise la moglie a coltellate ed era capace intendere

Era capace di intendere e di volere El Ghabaoui, il 47enne che il 10 ottobre dell’anno scorso uccise a coltellate la moglie Saadia Hanoudi, badante di 42 anni, nella loro abitazione ad Asti. Lo hanno stabilito le perizie dei consulenti e rese note oggi nel corso dell’udienza in tribunale, ad Asti, davanti al giudice Alberto Giannone. In aula era presente Hanoudi, a fianco del suo legale, Aldo Mirate.
“Aveva un buon lavoro, era ben inserito nella società ed era incensurato”, ha ricordato Mirate. Fuori dall’aula anche la sorella. “Mio fratello non sta bene – ha affermato – soffre di sindrome carceraria”. “Secondo le perizie – ha precisato l’avvocato di parte civile dei fratelli di El, Elisa Orlandini – il movente è legato alla gelosia, al senso di possesso e di svalutazione della figura femminile”.
Il processo, che si sta svolgendo a porte chiuse con rito abbreviato, è stato rinviato al 22 ottobre. L’omicida aveva colpito a coltellate la moglie, l’aveva lasciata a terra priva di vita, si era cambiato ed era uscito. Poche ore dopo, si era costituito dai carabinieri.

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