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ASTI. Undici anni di carcere senza sentire la difesa

“Incredibile” al tribunale di Asti. La Camera penale del Piemonte definisce così quando avvenuto nelle aule di giustizia della città di Vittorio Alfieri, dove sono stati inflitti undici anni di carcere per violenza sessuale. Senza però ascoltare le tesi della difesa. Tanto che quando l’avvocato difensore ha fatto presente la ‘dimenticanza’, il presidente del collegio giudicante ha stracciato la sentenza. Processo da rifare, anche se ancora non si sa quando e dove, col ministro Bonafede che ha dato mandato all’ispettorato di verificare l’accaduto. A rendere noto il caso è l’associazione dei penalisti. “Al Tribunale di Asti è accaduto l’incredibile – dice in una nota – A conclusione di un processo avviato per accertare se sussiste il reato di violenza sessuale contestato ai genitori nei confronti della figlia minore, inizia la discussione finale nel corso della quale prendono la parola il pubblico ministero, il difensore della parte civile e il difensore di uno degli imputati. La discussione in difesa dell’altro imputato viene rinviata ad altra data”. E’ proprio nel corso di quest’ultima udienza che accade “l’abnorme paradosso – scrive la Camera penale del Piemonte presieduta da Alberto De Sanctis -. Il Tribunale in composizione collegiale rientra in aula e anziché dare la parola alla difesa per la programmata discussione rimane in piedi e, in nome del popolo italiano, dà lettura del dispositivo della sentenza che condanna entrambi gli imputati”. Fatti che, dicono ancora gli avvocati penalisti, “meritano un doveroso e serio approfondimento sotto molteplici profili nelle competenti sedi, ma sin d’ora ci consegnano la fotografia dello stato della giustizia nel nostro Paese”. “Non sono in grado di dire nulla al momento – afferma Giancarlo Girolami, presidente del tribunale di Asti – so cosa è accaduto e per capire ho bisogno di essere informato nei dettagli, che sto ancora raccogliendo”. Girolami sta svolgendo accertamenti interni “necessari, fin nei minimi dettagli, ogni virgola e ogni minuto e secondo” per ricostruire l’accaduto e prendere, provvedimenti. Il presidente dell’Ordine degli avvocati di Asti, Marco Venturino, esprime “solidarietà alla collega che ha subito una palese lesione del diritto di difesa”, mentre Alberto Avidano, presidente della Camera penale della cittadina piemontese, parla di “uno tra i più clamorosi casi di nullità che si possano sentire”. Un altro è accaduto a Firenze, dove un uomo è stato condannato in appello a una pena più alta rispetto a quella decisa in primo grado; peccato che nei sette anni del processo era morto. E il suo avvocato era venuto a conoscenza del decesso a sentenza pronunciata.

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