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Associazioni di serie A e di serie B

Nei momenti di gravi difficoltà le risorse devono essere gestite al meglio. Ciò vale soprattutto nel settore sociale, la cui spesa è molto cresciuta in questi anni a causa della crisi, raggiungendo la cifra annuale di quasi tre milioni di euro. In questo settore molte iniziative sono gestite dal Consorzio CISS, ma anche il nostro Comune svolge molte funzioni, come, ad esempio, la mensa gratuita per le persone meno abbienti, che ogni mezzogiorno (salvo sabato e domenica) eroga i pasti nei locali di via Momo (sede del circolo Contu). Ho voluto ricordare questo importante servizio perché è poco conosciuto in quanto eroga meno dei 30 pasti giornalieri previsti. Ma parliamo del fatto di oggi.

Alla stessa Associazione Punto a Capo della Signora Natalina Borghesio, che gestisce la citata mensa, è stato accordato un contributo per il Centro di Accoglienza per le donne vittime di violenza e maltrattamenti, che per quest’anno è di 15.000 euro (di cui 10.400 a carico del Comune di Chivasso). Premesso che l’esistenza del grave problema del maltrattamento delle donne è fuori dubbio; che debba crescere la cultura del rispetto, altrettanto. Ma se si strumentalizzasse questa piaga sociale per finalità inconfessabili sarebbe una cosa vergognosa. L’Assessore De Col giustifica la scelta dicendo che “Punto a Capo , in questi anni si è contraddistinta per sensibilità ed attenzione nei confronti delle donne vittime di violenze, familiari e non. Ci sono molte Associazioni sul territorio ma solo questa si è specializzata su questo argomento…. La presenza dei professionisti che fin ad ora hanno prestato la loro opera gratuitamente, garantendo il proseguimento del Centro, che è unico sul territorio.”. Diamo atto all’azione dei volontari, ma ci chiediamo cos’è cambiato per dare cospicui contributi pubblici? Perché non considerare che chi ha subito maltrattamenti si fa assistere da soggetti di fiducia, che possono essere persone fisiche o istituzioni diverse? Pare non sia stato opportuno guardare in un’unica direzione, anche se si tratterebbe di “specialisti” come afferma l’Assessore. Pare illogico istituzionalizzare una materia che per la sua delicatezza non può essere incapsulata in ambiti ristretti rispetto alle diverse e articolate sensibilità sociali. Perché in questo campo operano molti soggetti, spesso lontani dai riflettori, ma nessuno beneficia di finanziamenti comunali. Ciò fa onore al volontariato che può così garantire azioni di elevato rango sociale e dalle profonde motivazioni umanitarie. Quel finanziamento crea disparità, mortifica i volontari ed è criticabilissimo anche perché il Comune di Chivasso pagherebbe per prestazioni di altri comuni. Scelte senza un confronto non concorrono ad un rapporto costruttivo con i soggetti del territorio e con le comunità locali che stanno per delegare le funzioni sociali al Comune di Chivasso. Non si considerano i sacrifici che l’Amministrazione Ciuffreda ha richiesto ai cittadini i quali, per pagare l’IMU, non trovano i soldi per la strada. Si lede la promessa elettorale di partecipazione e trasparenza e si palesa anora una volta l’esistenza di un governo debole, mosso da interessi lontani dal programma elettorale

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