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Articolo 1 è ora realtà

Mancavano solo bandiera rossa, il pugno alzato e le analisi del sangue all’ingresso, per il resto, gli ingredienti per una grande reunion, in salsa vetero comunista c’erano tutti: “Mai con Berlusconi”, “Siamo vittime del pensiero liberista” e “I poteri forti di Davos”, queste ed altre le freddure, tutt’altro che nuove, che hanno caratterizzato la nascita, in quel di Settimo, di Articolo 1, Movimento Democratici e Progressisti.

Il mattatore della giornata, come al solito, è stato l’arcivescovo del dalemismo piemontese, Aldo Corgiat. Tantissimi (scegliere una sala piccola ha aiutato), i pellegrini accorsi all’evento organizzato dagli scissionisti settimesi: alcuni credenti sono arrivati da Chivasso, altri da Volpiano, altri ancora dalla vicina San Mauro, tutti sostenitori di un unico credo: “Scis-sio-ne! Scis-sio-ne!”. Da segnalare, inoltre, la pre- senza di tre assessori in quota Articolo 1: Nino Daniel, Massimo Pace e Sergio Bisacca. Insomma, gli scissionisti, sa- ranno fortemente rappresen- tati nella giunta di Fabrizio Puppo.

A questo punto, la domanda è: i membri di Articolo 1 hanno veramente passato il Rubi- cone? Sono usciti dal partito? La risposta, al momento, non è chiarissima. “In questo mo- mento non siamo un partito – ha spiegato Corgiat – diamoci del tempo per i passi successivi”. Al di là delle parole, però, pare evidente, che la strada da percorrere per i membri di Articolo 1 sia già segnata, come spiega uno dei personaggi storici della sinistra settimese, Dino Sportiello, lui sì, il Rubicone lo ha passato definitivamente. “Da oggi sono un ex iscritto al Pd, per coerenza credo non sia più possibile stare in quel partito. Sostenere Orlando? Che credibilità ha quel personaggio? Ha sempre appoggiato le scelte di Renzi al governo”. In ogni caso, chi non dovesse uscire dal Pd di sua spontanea volontà, sarà accompagnato fuori dalla com- missione di garanzia nazionale del Partito.

Parole forti, sono poi arrivate nel discorso di Aldo Corgiat.

C’è la necessità di recuperare la solidarietà intergenerazionale. Evitare di andare in pensione a 70 anni. La teoria liberista ha dominato negli ultimi quindici anni e ha an- nullato la sinistra e la social democrazia. La sinistra nasce per redistribuire ricchezza, al centro non deve esserci il movimento del denaro ma quello delle persone. Il nostro obiettivo è quello di ricostruire il centro sinistra, unire questo campo”. In conclusione, dall’ex sindaco di Settimo, arriva anche un’apertura nei confronti del Movimento Cinque Stelle, sulla scia di quanto detto da Bersani. “Lavoro, reddito di cittadinanza e democrazia diretta sono temi che ci accomunano, confrontiamoci con loro, e, se ci riusciamo, facciamo emergere le loro contraddizioni”. Una stoccata nei confronti del Pd arriva anche dal coordinatore, o Corgiat bis, Matteo Cantamessa. “Siamo andati via dal Pd perché il pallone non ce lo faceva più toccare nessuno, la minoranza non aveva alcun ruolo”. Significative, infine, anche le parole del sindaco Fabrizio Puppo, pronto ad un’apertura nei confronti dei neo scissionisti in vista della prossima tornata elettorale. “Vi faccio i complimenti per questa difficile scelta – ha detto – , è evidente che poi questo movimento diventerà un partito. L’obiettivo, per il 2019, è quello di riconfermare la coalizione che guida, oggi, la città”. La costituzione di Articolo 1 ha sancito una cosa, in definitiva: i comunisti (o presunti tali) non mangiano più i bambini, d’altronde la natalità è bassa, ma vivono di nostalgia.

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Blogger: Mattia Aimola

Mattia Aimola
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