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con suor Tututa e alcuni degli ospiti

siamo arrivati a Capo Verde, nonostante tutto…….

…..con qualche affanno, prima della partenza, qualche disagio nel viaggio e problemi di routine per la sistemazione, alla fine siamo arrivati e sistemati: siamo in Africa, arcipelago di Capo Verde, isola di Fogo, Sao Filipe. Ad accoglierci un sole caldissimo e un paesaggio più arido del solito, dove a primeggiare sono i colori marrone e il grigio delle pietre vulcaniche, questo anno praticamente non è piovuto e sarà dura per tutti, animali compresi e in alcune zone vengono già abbattuti perché non hanno più nulla di cui cibarsi. Non ci sono fagioli, ne zucche, nemmeno le misere piante di granoturco, ne arachidi, praticamente l’alimentazione base di tutti i capoverdiani. Nulla …tutto secco, una tragedia, che si abbatte e peserà maggiormente sui più poveri.
Di Ebola qui proprio non ne parla nessuno, un comico volantino (di cui ne parleremo a parte) scritto solo in portoghese e consegnatoci all’arrivo nell’aereoporto internazionale di Praia..praticamente per i dirigenti capoverdiani tutti i turisti che qui arrivano da ogni parte del mondo conoscono il portoghese!
Dicevamo degli affani prima della partenza a constatare che se a “fare del bene fa bene” non sempre è facile, anzi…..può capitare che incomprensioni, malintesi, disguidi, e le stesse persone…complichino le cose. Cosi a poche ore dalla partenza una telefonata ci ha avvisato che la merce donata da tanti generosi chivassesi e che volevamo far arrivare a Capo Verde non sarebbe stata spedita così come noi pensavamo. Momenti concitati, delusione, telefonate affanno, poi fortunatamente la disponibilità e l’interessamento di Claudio Cerrone, titolare della Interximp di La Spezia ha ridato speranza e serenità: i due bidoni, e gli scatoloni partiranno. Grazie Cerrone. Arrivati, sistemati e ripresi quasi tutti i contatti con la realtà locale, con qualche problema ancora di rete internet, ecco0ci a far visita agli ospiti della Casa Madre Teresa di Calcutta. Ad accoglierci suor Tututa che con alcune consorelle francescane si occupa degli anziani. L’occasione ci consente anche di visitare per la prima volta la nuova struttura (non ancora terminata e realizzata unicamente con le offerte di centinaia di persone, anche italiane e anche chivassesi). Venticinque persone, tanta pena, ma anche tanta carità cristiana, dignità e tanto amore per loro: chi senza una gamba chi cieco, chi porta sul volto i segni devastanti della , alcuni non hanno più le dita delle mani e/o dei piedi, quasi tutti con problemi di deambulazione. Con Elvio Actis Grosso abbiamo portato un piccolo messaggio solidale del Canavese: i Nocciolini di Chivasso e due buste con denaro. Ora restiamo in attesa dell’arrivo della nave dell’Interximp con tanti giocattoli, scarpe, peluches, vestiti, 10 kg di miele e altre cose utili e anche due panettoni con la speranza di poterli avere per festeggiare e dare un po’ più di sapore al Natale di tanti piccoli nostri amici di Capo Verde. Grazie.

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Blogger: Danilo Riva Cambrino

Danilo Riva Cambrino
Diario da Capoverde

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