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Arrivano i soldi… E i progetti?

La buona notizia è quella che è stato approvato dal governo il “Decreto del Fare” del 21.06.2013, pubblicato sulla G.U. n.144, che potrebbe elargire una rilevante quantità di risorse economiche per la realizzazione di interventi strutturali sul territorio Canavesano. Quella meno confortante è che il “nostro” Territorio, quello Eporediese, a causa di ridicoli campanilismi e/o di amministrazioni svogliate e non all’altezza, da decenni non sviluppa, una adeguata progettualità, a qualsiasi livello istituzionale. Per questo motivo, ad esclusione di un quasi anacronistico “peduncolo di Ivrea”, che si avvale di una progettazione datata addirittura 1999 e di un possibile intervento per sopperire, non si sa bene ancora come, alla cronica carenza di collegamento ferroviario di Ivrea, indifferentemente verso Torino come verso Milano e le future omonime Città Metropolitane, sulla nostra area non atterreranno quei milioni di euro che potrebbero essere determinanti per risollevare le sorti di un territorio in costante declino. Peccato. Peccato che l’Amministrazione di Ivrea, da quarant’anni condizionata dalla stessa influenza politica (una sinistra miope e sempre più clientelare) ed ambientale (olivettiani irriducibili, elite vetero catto-comunista) non abbia compreso l’esigenza di progettare e programmare lo sviluppo di un’area redigendo tanti progetti di interventi strutturali pronti a congiungersi e completarsi con la prima opportunità di finanziamento reperibile, ovunque essa si manifestasse.

Per la verità un altro progetto c’era pure, da una settantina di milioni di euro. Vi ricordate il Traforo di Montenavale? Costoso quanto inutile, soprattutto dopo la mancata realizzazione di Mediapolis. Ma negli ultimi 15 anni l’Amministrazione di Ivrea si è intestardita, chissà perché, nel concentrare la sua azione sulla trasformazione di un’area privata ex industriale persino troppo nota per citarla ancora. Redigendo strumenti urbanistici ad hoc, investendo soldi pubblici a profusione, senza peraltro conseguire altrettanti vantaggi per la Comunità in servizi e nuova occupazione. Per questi obiettivi, l’ultima configurazione, espressione delle recenti elezioni, si rende ora disponibile persino a sminuire l’autorevolezza della funzione del Consiglio Comunale.
Come? Liquidando, senza tanti riguardi, competenze specifiche di quest’ultimo e ricorrendo a discrezionali delibere di Giunta per risolvere sbrigativamente delicati aspetti sia tecnici che economici che riguardano l’evoluzione sempre della medesima area. Da dove, a breve, potranno derivare persino ulteriori costi pubblici aggiuntivi che ricadranno come macigni nel già spolpato bilancio 2013 ed in quelli futuri. Ma Sindaco, Giunta e Dirigenti perseguono imperterriti le loro strategie improduttive, senza alcuna riflessione autocritica e senza sentirsi in dovere di consultare il Consiglio.
Alla attuale minoranza spetterà il severo compito di riportare sulla strada di un’irrinunciabile trasparenza, un’azione amministrativa che evidentemente nel recente passato non ha trovato un’adeguata contrapposizione su molti temi. Nulla di personale, ma durante questo mandato non sarà più così.

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