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AREZZO. Manovra: Mattarella, convergenza su indirizzi bilancio

“Questi sono giorni di confronto intenso sulla legge di bilancio. A me non compete prendere parte nella discussione di merito, ma ribadisco l’auspicio che la leale cooperazione tra le istituzioni della Repubblica trovi applicazione, e tragga nuova spinta, da una convergenza sugli indirizzi di bilancio”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie la platea dell’Anci, riunita in assemblea ad Arezzo, per lanciare un nuovo messaggio in tema di manovra. Il passaggio è all’interno dell’intenso discorso rivolto a un migliaio di sindaci, che hanno confermato il presidente Decaro alla presidenza dell’associazione e tributato al Capo dello Stato lunghi applausi. Parole a cui ha subito fatto seguito un riferimento proprio alla situazione dei Comuni, che per Mattarella non vanno dimenticati, a maggior ragione in questo periodo. Dopo “sacrifici rilevanti negli anni più duri del risanamento”, adesso, “anche al fine dello sviluppo generale dell’Italia” questi “devono essere posti – ha scandito – nelle condizioni di rispondere alle domande delle rispettive comunità, garantendo quei servizi essenziali che sono condizione di piena cittadinanza e irrobustendo la capacità di autogoverno dei territori”. Anche perché i Comuni “non sono la periferia della Repubblica ma la base della Repubblica” e “costituiscono un tratto essenziale della nostra identità nazionale e, posti come sono alle radici dell’ordinamento, lo alimentano in virtù della rappresentatività e della maggiore vicinanza con le concrete comunità di vita”. Per questo, ha proseguito “non può esistere un’efficace strategia pubblica che escluda i Comuni o che li tenga ai margini”. Devono anzi essere i “battistrada di una nuova stagione di sviluppo del Paese”. Nel discorso di Mattarella allora hanno trovato spazio tutti i Comuni, anche i piccoli: “Dove sono spente le luci vanno riaccese”. E le periferie: “E’ quanto mai opportuno, come sostiene l’Anci, che gli interventi in favore delle periferie urbane abbiano un concreto rilancio sul piano nazionale, e che riescano a integrarsi con adeguate misure sociali e di welfare”. Poco prima infatti era stato il sindaco di Bari, appena rieletto per proclamazione alla guida dell’associazione, a definire il tema “un’emergenza”, augurandosi che il Fondo per la riqualificazione “diventi un intervento strutturale e prioritario”. Da Decaro è arrivata, in ottica di manovra, la richiesta di avere maggiori risorse (“Non possiamo più fare sacrifici”) e la ricerca di una “semplificazione delle procedure attraverso il dl fiscale”. Ma c’è anche un richiamo con orgoglio a tutti quei suoi colleghi che, citando De Gregori, sono “quelli che restano” quando le case crollano e i paesi si svuotano. Anche con compensi minimi: “Permettetemi di dirlo, non si offenderà nessuno. Ho provato a fare due calcoli. Ci sono sindaci di piccoli Comuni che percepiscono un’indennità minore di quella che prenderebbero se accedessero al reddito di cittadinanza. Un bel paradosso per noi sindaci che della cittadinanza saremmo i custodi”, ha detto Decaro. Custodi, ma anche “scorta civica”, se serve, come i sindaci italiani si proporranno di essere, senza distinzioni, il 10 dicembre a Milano per Liliana Segre. 

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