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incendio
incendio (foto a puro caratterere descrittivo)

Ancora fiamme in Val Susa. Incendiato un mezzo della Geomont

Ancora fiamme in Valle di Susa. Un incendio ha distrutto a Bussoleno un macchinario della Geomont, una delle ditte impegnate nei lavori per il Tav nel cantiere di Chiomonte. E’ il quindicesimo episodio di una serie che si trascina da alcune settimane. Ci sono alcune differenze (gli sconosciuti sono entrati in azione in pieno giorno, l’innesco non è stato trovato) ma gli inquirenti hanno già accertato che il rogo è doloso come gli altri. Le indagini hanno portato alla scoperta di materiale che dimostra la volontarietà del gesto. E pochi minuti prima che il fuoco avvolgesse il mezzo – una perforatrice cingolata – l’azienda aveva ricevuto misteriose telefonate “mute”.

Dal mondo della politica (il governatore Roberto Cota, il presidente della Provincia Antonio Saitta, il sindaco Piero Fassino, Mino Giachino del Pdl, Mario Carossa della Lega) arrivano dichiarazioni di solidarietà alle imprese valsusine e di preoccupazione per l’escalation delle minacce e degli attentati, ma le news riportano anche lo sconforto del cantautore Roberto Vecchioni: “Quando scoppiò la grana del Tav pensai istintivamente che fosse un’ingiustizia. Ora non so più chi ha ragione”.

Intanto il sindaco di un paese della bassa Valle, Antonio Ferrentino, di sinistra, interviene per denunciare chi “fa conferenze stampa o ribadisce che il sabotaggio è legittimo” con quello che sembra un attacco al leader storico del movimento No Tav, Alberto Perino, per le sue ultime prese di posizione.

Perino oggi ha trascorso buona parte della giornata al Palazzo di Giustizia di Torino. Al mattino ha preso parte al processo in cui è imputato di “violazione di sigilli” insieme a Beppe Grillo (non presente) e altri diciannove attivisti e simpatizzanti. La vicenda è quella della baita Clarea, il presidio simbolo dei No Tav, costruita nel 2010 e oggi inglobata dal cantiere: fu messa sotto sequestro dai carabinieri ma venne ripresa dai militanti (con dimostrazioni cui prese parte anche Grillo) che la tennero fino al febbraio del 2012. Nel pomeriggio Perino è salito al sesto piano, in procura, nella veste di indagato per istigazione a delinquere: ad agosto, quando il movimento voleva ostacolare l’arrivo della ‘talpa’ destinata allo scavo del tunnel, comunicò agli attivisti notizie sui camion diretti al cantiere del Tav (il fascicolo è stato aperto dai pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino). Perino non ha risposto agli inquirenti e nemmeno ai cronisti: “Con i giornalisti ho già parlato anche troppo. E’ per questo che mi trovo qui”.

 

Non ci sono dubbi sull’origine dolosa dell’incendio che oggi, in Valle di Susa, ha distrutto un macchinario della ditta Geomont. Gli investigatori, secondo quanto si apprende, hanno trovato del materiale che dimostra come si sia trattato di un gesto intenzionale. La Geomont, inoltre, pochi minuti prima delle fiamme avrebbe ricevuto – sempre secondo quanto si apprende – delle telefonate “mute”.

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