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ALICE SUPERIORE. Il calvario di Zardo: “Il mondo deve sapere”

Un papà disperato, con un unico desiderio. Rivedere suo figlio.

Continua il calvario di Mimmo Zardo, 40enne, papà del piccolo Erik, assolto dall’accusa di maltrattamenti e violenza da parte dell’ex moglie ucraina, Tetyana Gordiyenko.

Nel 2012, la donna se ne andò via dall’Italia, portandosi con  sè il loro bambino per tornare nel suo paese di origine. Una decisione presa così, senza confrontarsi con il papà, nata dalla fine di un rappporto ormai in crisi da tempo e che aveva costretto l’intervento dei servizi sociali. Quegli stessi servizi sociali che non sono riusciti a impedire la fuga lasciando un padre solo e disperato, la cui unica speranza è stata appellarsi alla giustizia italiana.

Mimmo Zardo ha ottenuto l’affido esclusivo. E’ riuscito, lottando e resistendo, a dimostrare di essere un bravo genitore. Il tribunale di Torino ha anche condannato Tetyana Gordiyenko a sei anni di reclusione oltre al pagamento di pù di 100 mila euro di provvisionale.

Ma questo non è bastato per fargli riabbracciare il piccolo Erik. E così Zardo ha deciso di scrivere una lettera, di smuovere l’opinione pubblica, di far sapere al mondo cosa gli sta capitanto.

Accusa la moglie di non rispettare la sentenza del tribunale italiano e nemmeno di quello ucraino, che ha previsto, per il papà, la incontri per tre giorni del secondo weekend di ogni mese.

Sono letteralmente basito – scrive Mimmo Zardo rivolgendosi all’ex moglie – per l’orrore della tua crudeltà, che non accenna a diminuire e che nessun risultato giudiziario finora portato alla tua conoscenza ha potuto fermare o ridurre. La tua assoluta impermeabilità a qualunque preghiera di consentire una qualche forma di comunicazione multimediale a distanza fra me ed Erik, conferma la tua totale incapacità genitoriale”.

Quindi continua: “Io dovrei accontentarmi di una tua raccomandata internazionale” inviata al mio indirizzo una volta all’anno, in cui in nemmeno dieci laconiche righe, senza mai allegare alcuna foto di Erik, affermi, come sempre mentendo, che Erik sta benissimo e mai chiede di me, e glissando su qualunque aspetto fondamentale della sua esistenza”.

I toni di Zardo sono quelli di un papà distrutto, ma che comunque ha intenzione di continuare a lottare.

Mi rassegno ad avere mio figlio sottratto e trattato come orfano? Giammai. Questo tuo pazzesco, disumano, gratuitamente crudele comportamento sequestrante, consistente nella rescissione di qualunque possibilità per Erik di coltivare rapporti con la Patria e la famiglia paterna deve essere nota all’opinione pubblica, perché è troppo comodo che tu possa tentare di camuffare la realtà orrenda delle cose mentendo a tutti sapendo di mentire. Quindi, visto che di tempo e modo per riflettere te ne ho dato più che a sufficienza, ma mi hai replicato infine semplicemente sputandomi virtualmente in faccia come al solito, con fare strafottente e prendendoti gioco di tutti i sentimenti miei e di nostro figlio, adesso il mondo avrà modo di sapere…”.

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