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ALESSANDRIA. Vaccini: mamma sì vax, su obbligo no dietrofront

“Quella di ieri era una decisione di buon senso, ora si torna indietro. Per i genitori come noi vuole dire di nuovo caos e insicurezza. Per di più a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico…”. Il nuovo emendamento al decreto Milleproroghe, che proroga la validità dell’autocertificazione fino al 10 marzo, non piace a Roberta Amatelli, insegnante di Casale Monferrato e mamma della piccola Viola, che domani sarà a Roma per difendere le ragioni dell’obbligo vaccinale.
Viola, tre anni, è nata con una rara malattia, l’atresia delle vie biliari. Ha dovuto subire un trapianto di fegato ed è immunodepressa. Per lei ammalarsi è molto facile e la varicella, o il morbillo, possono rivelarsi pericolosissime. La madre, per questo, è la prima firmataria di ‘Difendiamo tutti i bambini, sì ai vaccini per andare a scuola’, una petizione che, sino ad oggi, ha raggiunto quasi 292mila adesioni. “Grazie all’interessamento del Comune, abbiamo potuto verificare che tutti e i 34 compagni di Viola sono stati vaccinati. Solo così potrà entrare in classe tranquilla”, spiega la donna, che domani terrà una conferenza stampa a Montecitorio con i rappresentanti di ‘Io Vaccino’, associazione per la tutela della salute attraverso la prevenzione. Incontrerà anche alcuni deputati del Movimento 5 Stelle. “Speriamo tornino a casa con risposte finalmente chiare – è l’auspicio del marito di Roberta Amatelli, il padre della piccola Viola Rosario Gentile – senza dubbi o speranze poi tradite”.
“Siamo di fronte a una retromarcia della retromarcia – protesta Stefano Zona, del comitato scientifico ‘Io Vaccino’ – quasi un contentino a chi non ritiene di doversi mettere in regola e non rispettando chi, invece, ha adempiuto alla legge.
Una mossa sbagliata – insiste – perché un conto è un periodo di transizione senza vincoli sulla legge precedente del 2017, un altro è parlarne un anno e mezzo dopo”.
La battaglia dei genitori di Viola, in queste settimane, ha varcato anche i confini nazionali, attirando l’attenzione del quotidiano francese Le Monde. “Dopo l’intervento di ieri abbiamo visto la luce in fondo al tunnel – dicono – ma ora il il problema è legato al fatto che nostra figlia deve andare all’asilo. E deve poterlo fare in sicurezza. Lo dicono i medici, non noi. Servono i certificati, non le autocertifi

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