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Vigili del fuoco

ALESSANDRIA. Esploso edificio: s’indaga per capire se Vincenti fu aiutato ALESSANDRIA

Proseguono le indagini sull’esplosione nel cascinale a Quargnento (Alessandria) nella notte tra il 4 e 5 novembre, in cui hanno perso la vita i vigili del fuoco Antonino Candido, Matteo Gastaldo e Marco Triches. Il lavoro di investigatori e inquirenti è soprattutto diretto ad accertare le responsabilità eventuali di altri oltre a Giovanni Vincenti, l’imprenditore, proprietario dell’immobile (intestato alla moglie), e reo confesso, in carcere dalle prime ore della mattina di sabato 9 novembre. Chi indaga cerca di appurare se Vincenti è stato aiuto da qualcuno nel compiere l’attentato, soprattutto nelle prime fase dell’azione delittuosa. Indagata, a piede libero, per gli stessi reati – omicidio volontario plurimo, disastro doloso e lesioni – la moglie Antonella, ex collaboratrice di una società del gas. Da definire il profilo del figlio Stefano, che vive a Torino. Tra le macerie della cascina sono state trovate 7 bombole, numero compatibile con quello indicato dallo stesso Vincenti, e anche un secondo timer. Dal Ris di Parma risulterebbe anche un riscontro sulle tracce repertate tra le macerie che ricondurrebbe sempre a Vincenti. Intanto, oggi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Roberto Marchioni ha portato personalmente i ringraziamenti al procuratore capo Enrico Cieri. “Grazie – ha detto – per il grande lavoro che è stato fatto e si continua a fare”.

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