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ALESSANDRIA. Anziana legata e morta di freddo, fermato il figlio

Era morta di freddo e di stenti in una casupola dismessa e circondata dalla neve. Nessun segno di violenza: solo i polsi legati. Ma Igina Fabbri, 71 anni, non era rimasta vittima di chissà quale rapinatore maldestro e incosciente, scappato via dopo avere scoperto che non c’era niente da rubare. Dopo cinque mesi di indagini è arrivata la svolta: i carabinieri hanno arrestato il figlio della pensionata, Mauro Traverso, 46 anni, tossicomane conclamato, per omicidio e sequestro di persona. Il movente, a quanto pare, è che aveva bisogno di soldi per pagarsi la droga.
La tragedia si è consumata in una piccola frazione di Arquata Scrivia, in provincia di Alessandria, a cavallo fra il Piemonte e la Liguria. A dare l’allarme, il 6 febbraio, era stato proprio Mauro. Disse di avere trovato la mamma distesa accanto a una brandina, agonizzante, con i polsi legati. I soccorritori del 118 non riuscirono a rianimarla e l’esame medico-legale collegò il decesso all’ipotermia. L’uomo raccontò che Igina era andata a fare le pulizie il giorno prima, visto che l’abitazione (di proprietà della famiglia) doveva essere messa in vendita. Ma i carabinieri hanno intuito subito che qualcosa non quadrava. Ora l’ipotesi è che lui abbia bloccato l’anziana per più di quarantotto ore, a partire                 dal 4 febbraio, in una casa senza luce e senza riscaldamento.
Le convinzioni degli inquirenti si basano su una serie di indizi. L’analisi delle utenze telefoniche, per esempio: dal pomeriggio del 4 non c’è traccia di traffico. Il 5 febbraio, fra le 15 e le 15:35, la polizia municipale si presenta a casa Fabbri, ad Arquata, per farle sapere del ritrovamento della carcassa di un cane che, dall’analisi del microchip, risulta di proprietà del figlio: ma lei non c’è.
Traverso disse di aver visto le chiavi della casetta nella serratura, mentre – obiettano i carabinieri – erano nella borsa di Igina. Una decina di giorni prima si fece dare da un conoscente delle fascette da elettricista come quelle trovate ai polsi della mamma. Poi ci sono tutti i prelievi fatti con il bancomat dal conto corrente della donna: con l’ultimo sono rimasti sono un euro e 98 centesimi.
L’uomo è stato arrestato ad Asti dalla convivente. Ora è rinchiuso nel carcere di Quarto. Quando sarà interrogato potrà fornire la sua versione dei fatti.

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