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L'assessore Claudio Castello

Alberi di via Italia: scegliamoli insieme? Macché, li han già scelti

Va bene tutto, ma non essere presi in giro. Lunedì 4 novembre l’amministrazione comunale ha invitato in biblioteca i cittadini a “scegliere insieme” i nuovi alberi da piantare in via Italia. Peccato che la scelta fosse già stata fatta. Peccato che in appena mezz’ora non c’era il tempo di scegliere “insieme” un bel niente, ma solo di ascoltare la messa cantata. Peccato che, oltre alla partecipazione alla scelta, sia mancata l’informazione, che è la precondizione della partecipazione. L’incontro è iniziato alle 18,30 e doveva terminare alle 19, ora di chiusura della biblioteca. Giusto il tempo per l’intervento del sindaco, per quello dell’assessore Castello, e per l’illustrazione del progetto da parte della ditta Maves. E’ restato ben poco tempo per gli interventi dei cittadini. Per non togliere loro quel poco che avevano, ce ne siamo stati zitti. E le domande le facciamo adesso. 1. Con l’aiuto delle diapositive i tecnici della ditta Maves hanno presentato il loro progetto di sostituzione degli alberi. Dunque la ditta che deve eseguire il lavoro è già stata “scelta”? In base a quali criteri? Con quale procedura? 2. Quanto costerà il lavoro? Tutto compreso: i nuovi alberi, il rifacimento del fondo e del marciapiede, la realizzazione dell’impianto di irrigazione, la particolare manutenzione dei primi anni, ecc. 3. I tecnici della Maves hanno sottoposto alla “scelta” dei cittadini quattro specie di alberi. Ma l’hanno fatto in un modo curioso: “Eccovi il primo, il secondo e il terzo: hanno molti pregi, ma anche delle controindicazioni. E infine eccovi il quarto, il pyrus calleryana chanticleer, che a differenza degli altri ha i pregi ma non i difetti”. Quindi è il migliore. A questo si riduceva l’invito “scegliamoli insieme”: che cosa potevano obiettare dei cittadini senza competenze specifiche agli esperti agronomi della Maves? Insomma, una farsa, una perdita di tempo per tutti. Sennonché un anziano signore alza la mano e domanda perché non è stato preso in considerazione il “carpino”, pianta autoctona e con gli stessi pregi, se non maggiori, di quella prescelta. Già, perché? Nessuna riposta. Ma non eravamo lì per “scegliere insieme”? Se le parole hanno un senso, il Comune dovrebbe riaprire la pratica per tenere conto del suggerimento del cittadino intervenuto. Lo farà? 4. I rappresentanti della Maves hanno spiegato che gli alberi esistenti non crescono perché dieci anni fa, quando furono piantati, il lavoro fu fatto male: sbagliata la scelta della specie, imperfetto l’impianto di irrigazione, ecc. ecc. Maves ha ragione? Non lo so. Ma, se ha ragione, dieci anni fa il Comune ha buttato i soldi dalla finestra. Chi ha sbagliato? L’impresa, i tecnici comunali, l’assessore? Di chi è la responsabilità? Chi dobbiamo ringraziare di dover pagare due volte l’alberatura di via Italia? Dieci anni fa era sindaco Fluttero: anche gli alberi che fece piantare in viale Vittorio Veneto non crescevano e dovettero venire sostituiti. 5. Chi è l’anziano signore che ha suggerito di aggiungere il “carpino” alle specie proposte da Maves? E’ un agronomo: laurea in Agraria e lunghissima esperienza come insegnante e come professionista. L’anno scorso, quando il Consiglio comunale doveva eleggere la Commissione per il paesaggio, mandò al Comune il proprio curriculum. Non fu eletto. Sarei curioso di confrontare il suo curriculum con quelli dei cinque professionisti che furono scelti e che ora fanno parte della Commissione. Quattro “in rappresentanza della maggioranza” e uno “in rappresentanza della minoranza”. La legge regionale che ha istituito la Commissione per il paesaggio non parla affatto di spartizione dei posti fra maggioranza e minoranza. Parla, come è giusto che sia, di competenza ed esperienza in materia di paesaggio, arte, architettura, ambiente, scienze agrarie e forestali… A Chivasso invece si è lottizzata la Commissione per il paesaggio: purtroppo per lui, l’anziano agronomo non faceva parte né della “maggioranza” né della “minoranza”.

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